Video-spettacolo di presentazione dell'album "Alcuni piccoli film"

Musica, arti grafiche, filmiche e linguaggi digitali. Lo spettacolo "Alcuni piccoli film", che andrà in scena martedì 26 aprile al Teatro India, è un evento multimediale in cui l'artista unisce, intorno alla sua musica, svariati linguaggi visivi.

Lo spettacolo è tratto dall'omonimo album di Gerardo Casiello, un progetto video-musicale con undici canzoni che si srotolano come una pellicola cinematografica. Undici canzoni accompagnate da undici clip-video in cui la musica viene interpretata da grandi artisti dell'immagine, che hanno realizzato così una sorta di colonna visiva dell'album con diverse tecniche filmiche.

Al Teatro India, quindi, la musica di Gerardo Casiello entrerà in scena insieme ai video realizzati con grandi artisti (regia di Giuseppe Giannattasio) e già visibili sul canale Youtube e sul sito di Gerardo Casiello.

Le immagini che hanno fatto da colonna visiva all'album saranno riadattate e proiettate su un grande schermo di tulle trasparente dietro il quale Gerardo Casiello suonerà dal vivo accompagnato dalla sua band (Antonio Ragosta, Emiliano Pallotti, Stefano Napoli e Pasquale Angelini). Il light-designer, come un prestigiatore, farà apparire e scomparire i musicisti sul palco.

I visual artist ospiti - Riccardo Mannelli, Laura Scarpa, Pierdomenico Sirianni, Amedeo Nicodemo - si alterneranno disegnando e proiettando le emozioni ispirate dalla musica dal vivo.

Gli ospiti musicali della serata contribuiranno a rendere lo spettacolo davvero speciale: Rita Marcotulli, Riccardo Tesi, Marco Guidolotti, Claudio Corvini, Enzo De Rosa, Torquato Sdrucia e l'attore Federico Rosati.

Nel foyer del Teatro India sarà allestita una mostra con le tavole disegnate per l'artwork dei video di "Alcuni piccoli film".

Catagiac e Rapsodica presentano:

Gerardo Casiello in concerto

Video-spettacolo di presentazione dell'album "Alcuni piccoli film"

con:

Gerardo Casiello: voce, pianoforte, organo Hammond e chitarra - Antonio Ragosta: chitarre Emiliano Pallotti: fisarmonica - Stefano Napoli: contrabbasso - Pasquale Angelini: batteria

Ospiti: Rita Marcotulli, Riccardo Tesi, Federico Rosati, Marco Guidolotti, Claudio Corvini, Enzo De Rosa e Torquato Sdrucia

Disegni dal vivo di Riccardo Mannelli, Laura Scarpa, Pierdomenico Sirianni e Amedeo Nicodemo

Proiezioni a cura di Giuseppe Giannattasio

Light-design: Nicola Voso

"La felicità è nell'abilità di sapere scegliere lo spettacolo."

Recensioni

"… Alcuni piccoli film è un disco vitale e leggero, ma al tempo stesso profondo, ora gioioso ora struggente, fatto di testi, melodie e sonorità purissimi, con quel profumo di Francia che secondo Lilli ci stava sempre bene ma anche con inebrianti fragranze balcaniche, il tutto cucinato con il cuore da musicisti di razza (cito Giovanni Tommaso e Luca Velotti). L'iniziale Tanto per… ci fa capire subito che questo non sarà un disco da mettere in sottofondo, la successiva Come un aeroplano stabilisce il tono dell'intera opera, canzoni come Tre e un quarto e La mia verità mostrano la faccia solare, esuberante, felicemente paesana di Casiello, ma ascoltate Soltanto fiori o La foglia, dove l'autore riflette su "com'è leggera la semplicità / fatta di sogno e di realtà". Il cuore dell'opera, a mio giudizio, è Varsavia 10 dicembre (da cui poco fa ho estratto un breve passaggio): qui c'è qualcosa di prezioso, di speciale, di emozionante. Al confronto, non me ne voglia il mio amico Gerardo, tutto quello che ha prodotto prima, sparisce. Tabula rasa. Per me, questo è il suo disco di debutto. Un disco meraviglioso. (…)".

Maurizio Becker

(…) Casiello racconta di frammenti di quotidianità, squarci di luce in giornate grigie, storie d'amore che si aprono o si chiudono, momenti dell'autobiografia interiore di un io narrante che incontra un mondo in cui fa fatica a riconoscersi e che gli scorre attorno senza senso. Con rimandi al jazz d'antan e alla più nobile tradizione della canzone d'autore italiana (Casiello ha ben assimilato la lezione di Paolo Conte e quella di Buscaglione) ma anche francese (La mia verità), l'artista si muove con disinvoltura tra più ambiti musicali, anche con inaspettate e a volte sorprendenti aperture (i rimandi al country di Semafora o il finale di Come un aeroplano, che sembra richiamare alcune atmosfere di Robert Wyatt). Un disco ispirato e molto ben suonato da una nutrita pattuglia di musicisti, tra cui spiccano alcuni nomi storici come Ares Tavolazzi (Area), Giovanni Tommaso (Perigeo), Pasquale Minieri e Francesco Giannattasio (entrambi ex del Canzoniere del Lazio, il primo alle programmazioni, il secondo in veste di produttore insieme allo stesso Casiello) e la pianista Rita Marcotulli.

Giovanni Vacca, Blow up


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