Spettacolo tratto dal romanzo di Joseph Roth

L'Associazione Culturale Il Rinoceronte è lieta di annunciare lo spettacolo GIOBBE – Storia di un uomo semplice, che debutterà presso il Teatro Le Sedie in esclusiva l'8 e il 9 Dicembre alle ore 18.00.

Alla regia di questo inedito "racconto teatrale" tratto dal romanzo omonimo dello scrittore austriaco Joseph Roth c'è Francesco Niccolini, che dopo le felici esperienze presso il Teatro d'Aosta e il Festival dei Teatri del Sacro di Ascoli Piceno (nel 2017), porta lo spettacolo presso il nuovo spazio del Teatro Le Sedie.

Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, come prima di lui aveva fatto suo padre. Insegnava con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah.

Così inizia questo racconto, che attraversa trent'anni di vita della famiglia di Mendel Singer, di sua moglie Deborah e dei suoi quattro figli. Ma attraversa anche la storia del primo Novecento, dalla Russia all'America, dalla guerra russo giapponese alla prima guerra mondiale e oltre. Ma soprattutto attraversa il cuore di Mendel, lo stupido maestro di stupidi bambini, devoto al Signore, e dal Signore – crede lui – abbandonato.

Roberto Anglisani, interprete e protagonista assoluto di questa narrazione, dà voce a tutti i pensieri dei protagonisti, alle paure, alle speranze e alla disperazione, alle preghiere e alle rivolte. Come dice Skowronnek, grande amico di Mendel Singer, «Noi siamo dentro il disegno, e il disegno ci sfugge», per questo Mendel – e tutti gli altri – fanno tanta fatica: la vita è un mistero, la fede un rifugio, e il dolore mette a dura prova anche l'uomo più giusto. La consulenza letteraria e storica di GIOBBE – Storia di un uomo semplice è affidata a Jacopo Manna, mentre i costumi sono realizzati da Mirella Salvischiani.

«Giobbe – romanzo perfetto di Joseph Roth – diventa così un racconto teatrale tragicomico proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si arriva e si ritorna, si muore in guerra e si rinasce. Senza giudizio, senza spiegazioni: ma, attraverso lo sguardo mite e sereno di un narratore misterioso e onnisciente, ricco di compassione e accompagnati da un sorriso, lieve, dolcissimo, che spinge tutti i protagonisti di questa storia, lunga quanto una vita, e forse anche un po' di più».

(Roberto Anglisani, interprete)

Roberto Anglisani (1955) inizia la sua carriera artistica a Milano, nella Comuna Baires. In questo gruppo riceve una specie di "imprinting teatrale" basato sul principio che l'attore deve essere un portatore di verità in scena: comincia così il suo percorso di studio del Metodo Stanislawskj. Lo studio di questo metodo sarà ampliato attraverso esperienze di training fisico con attori di Grotowsky e attraverso gli incontri con altri maestri come Raul Manso (Studio dell'Attore – Milano) e Dominic De Fazio (Actor's Studio – New York).

Intorno alla metà degli anni 80 Anglisani incontra Marco Baliani e lavorando con lui, trova nel linguaggio della narrazione teatrale la possibilità di mettere a frutto le esperienze fatte durante la sua formazione: da una parte il lavoro sul corpo e la sua espressione e dall'altro il lavoro sensoriale e quello sul mondo interiore del personaggio. Anglisani dà vita ad una narrazione teatrale che ricorda il cinema, nella quale le sue parole, i suoi gesti evocano nello spettatore immagini tanto concrete da poter essere paragonate ad un film.

Nel suo repertorio troviamo gli spettacoli Il Sognatore, Giungla, Giovanni Livigno, Topo Federico Racconta e GIOBBE – Storia di un uomo semplice.

(Per maggiori informazioni: https://trepalchi.it/roberto-anglisani#)


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