Una regina pazza o una donna ribelle?

Il 23 e 24  maggio sul palcoscenico del Teatro Garbatella approda, l'emozionante spettacolo "Giovanna sotto il sego del tempo. Una regina pazza o una donna ribelle"

Lo spettacolo è un ritratto non convenzionale di Giovanna di Castiglia, detta La Pazza; una regina che non regnò mai.  

E' la storia interiore di una donna, fragile e al contempo fortissima. Giovanna viene tradita, segregata e torturata dai suoi tre uomini: marito, padre, figlio. La sacra trinità del maschio. Il potere inaccessibile dell'uomo. Ossessiva, bulimica, innamorata. Lucida e allo stesso tempo incapace di controllare le sue pulsioni. Una donna che per otto mesi attraversa la Spagna con il feretro del marito. Una donna autodistruttiva, forse per scelta. Neanche 46 anni di internamento la spezzano, o chissà, forse sì.

Un' interpretazione coinvolgente quella di Patrizia Bernardini, un monologo intenso che in alcuni momenti diventa leggero e a volte addirittura divertente accompagnato dalle calde note del basso elettrico  di Rodolfo V. Puccio.

Giovanna di Castiglia a 17 anni, sposa Filippo il Bello, figlio di Massimiliano d'Austria, che muore dopo solo 10 anni, nel 1506. Suo figlio Carlo V sarà l'Imperatore del "Regno dove non tramonta mai il sole". Formalmente Regina di Castiglia e León dal 1504, regina dell'Alta Navarra dal 1515 e regina di Aragona, Valencia, Sardegna, Maiorca, Sicilia e Napoli dal 1516, non regnò mai.

Internata come pazza prima dal padre e poi dal figlio Carlo, fu rinchiusa a Tordesillas dal 1509 al 1555.

Fragilità mentale, follia o scandalosa violenza?

"GIOVANNA SOTTO IL SEGO DEL TEMPO.

Una regina pazza o una donna ribelle"

PATRIZIA BERNARDINI  ACCOMPAGNATA DAL BASSO ELETTRICO 

DI RODOLFO V. PUCCIO INTERPRETA L' EMOZIONANTE STORIA DI GIOVANNA DI CASTIGLIA, SPETTACOLO SCRITTO DA ADRIANO MARENCO 

E DIRETTO DA ALESSANDRA CAPUTO 

Di Adriano Marenco

Con  Patrizia Bernardini

E al  basso Rodolfo V. Puccio

Regia  Alessandra Caputo

Musiche Rodolfo V. Puccio

Costume  Antonella D'Orsi Massimo

Disegno luci Antonio Belardi


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