Cos'è la censura? Cosa si censura? Ci sono dei campi più soggetti alla censura? E se sì perché? Qual è il limite da superare oggi, in Italia, per essere censurati?
L'arte che disturba, scandalizza, crea disordine; la censura che si preoccupa dell'ordine sociale mantenendo l'ordine dell'immaginazione e di conseguenza l'ordinarietà dell'immaginazione. Il gioco è questo.
Eppure non è ridicolo scandalizzarsi, spaventarsi e infine censurare qualcosa che non è reale? Perché ci si indigna di più a teatro? Il palco sembra amplificare significati e effetti di cose che nel mondo ci lasciano indifferenti. In effetti la cosa non è per niente ridicola, perché è nell'immaginazione che siamo più vulnerabili e continuamente soggetti alla più sottile e perfetta forma di censura, che è quella che sembra venire da noi stessi.
De Sade dice che un limite c'è, tra ciò che è possibile immaginare e ciò che è possibile realizzare. Ma è un limite che alla censura non interessa. La censura colpisce la realtà ma il suo obiettivo è l'immaginazione.
Il suo occhio è rivolto alla cronaca, ma la sua vera ambizione sono le anime.

Leonardo Manzan

"Mettendo il pubblico di fronte a un muro bianco, che blocca la vista della scena, Manzan gioca in modo molto intelligente, ironico e divertente con l'idea del censurare sé stessi e gli altri - e con l'importanza diminuita del teatro. Il gioco che imposta con questo muro è radicale, coerente e molto immaginativo dal punto di vista formale, creando immagini e scene che riecheggeranno per molto tempo, interagendo con il pubblico attraverso minuscoli fori. Lo fa con un gioco nel quale è il regista di frammentarie parti del corpo, cioè mani, dita e polsi, che compiono micro-azioni attraverso questi fori. Lo spettacolo porta l'esperimento di Beckett con Not I a un livello superiore."
Motivazioni della giuria internazionale
Maggie Rose, Susanne Burkhardt, Evelyn Coussens, Justo Barranco,

Dalla Rassegna stampa

È un grande conforto constatare che ci sono dei giovani teatranti che si rifiutano di praticare il teatro con lo spirito degli impiegati al catasto, quando non (ciò che, purtroppo, oggi capita spesso) dei servi sciocchi; e che, invece, analizzano il teatro in rapporto ai nostri tempi e ne mettono in discussione lo statuto corrente
Enrico Fiore – Corriere del Mezzogiorno

"Manzan ha interpretato la censura […] come una riflessione provocatoria sul potere o sulla sua mancanza nel nostro teatro"
Laura Zangarini – Corriere della Sera

GLORY WALL
di Leonardo Manzan e Rocco Placidi
con Leonardo Manzan, Rocco Placidi e Paola Giannini
scenografie Giuseppe Stellato
luci Paride Donatelli 
progetto sonoro Filippo Lilli
regia Leonardo Manzan
produzione Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell'Attore -Teatro Vascello, Elledieffe
Miglior spettacolo de La Biennale Teatro 2020  

Leonardo Manzan, classe 1992, si diploma attore alla Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Esordisce alla regia con lo spettacolo It's App to You (vincitore di numerosi premi tra cui InBox 2018). Vince il bando per registi Under 30 della Biennale di Venezia 2018/19 con lo spettacolo-concerto Cirano deve morire. Invitato alla Biennale Teatro 2020, presenta lo spettacolo Glory Wall che si aggiudica il premio come Miglior spettacolo, ed è la sua personale interpretazione del tema del Festival: la censura.
"l'arte vive di costrizioni e muore di libertà" Paul Valéry
 
Affiancato – sia nella scrittura che in scena - dalla preziosa collaborazione del suo coetaneo Rocco Placidi, Manzan si misura dunque con il tema che Antonio Latella ha scelto per la Biennale Teatro 2020: la censura. Un tema delicato, affascinante e attuale, soprattutto se lo si accosta al concetto di Teatro. L'arte vive di costrizioni e muore di libertà: la censura è quindi vitale per l'arte, l'arte è scandalo e lo scandalo a sua volta implica la censura. 
Un vero e proprio corto circuito di idee e spunti di riflessione sui quali sta lavorando il giovane autore e regista.

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 
Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello. Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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Informazioni, orari e prezzi

Orario:
martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 21 
sabato ore 19 
domenica ore 17 

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ridotto over 65 €19
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