Una bella favola di Hanoch Levin all'interno di In Altre Parole, il festival Internazionale di drammaturgia contemporanea

Sarà in scena il 28 ottobre al Teatro Palladium di Roma Il Bambino Sogna, una bellissima favola dei nostri giorni scritta da Hanoch Levin il più grande autore israeliano. Si tratta di una mise en espace, all'interno di In Altre Parole, il festival Internazionale di drammaturgia contemporanea, realizzata da Afrodita Compagnia con Mohammad Alimalouf, Ilenia Cipollari, Claudia Della Seta, Federica Flavoni, Maurizia Grossi, Azizallah Haidari, Mario Migliucci, Adriano Saleri, Stefano Viali Il bambino sogna è uno dei più bei testi del grandissimo Hanoch Levini. Autore graffiante, compassionevole, crudele e allo stesso tempo amoroso, scomparso nel 1999.

Due genitori guardano il loro bambino dormire. Il bambino sogna e i genitori sono felici della sua pace. All'improvviso irrompe nella stanza silenziosa del bambino, quel mondo esteriore fatto di furore e rabbia: un gruppo di vicini inseguiti arriva di corsa, un violinista sanguinante, stupito e ferito, cade in terra e agonizza; un comandante arresta tutti. Con lui arriva la sua amante. Il violinista si lamenta, il comandante lo uccide. Momenti tragici e di pure follia. La guerra trascina il bambino e sua madre nella disperata corsa verso la salvezza. Un esodo, un viaggio: ad ogni tappa la stessa domanda: "come sopravvivere, e per cosa? A che prezzo?"

Per trattare questi temi tragici Levin non rinuncia nè all'humor graffiante nè alla fantasia. Scene comiche insieme a riconoscibili eventi della storia del XX secolo ci pongono un solo interrogativo: "Ma è il mondo, questo, o un incubo sul Mondo?" Quest'opera, strana e potente, oscilla tra l'onirico e una lucidità senza alcuna pietà. Si racconta della fuga nell'ignoto, del viaggio verso una terra lontana per fuggire da un passato minaccioso e trovare un futuro sicuro e confortante.

Il bambino sogna affronta la morte e la disperazione che sgretolano il mondo infantile dell'innocenza, ma parla anche di speranza e di un futuro migliore.

Afrodita Compagnia. È un progetto teatrale in cui si incontrano le esperienze umane, artistiche, e interculturali di tante persone ispirate dalla visione creativa di Claudia Della Seta. Si e? costituita ufficialmente nel 2005 ma nasce artisticamente nel 2003 come estensione femminile del Teatro Arabo Ebraico di Jaffa – Tel Aviv –, dove cresce promuovendo l'incontro, il dialogo e la collaborazione tra due etnie in guerra. Un'esperienza e una vocazione multietnica trapiantata anche in Italia per creare attraverso il teatro opportunita? di integrazione e di mediazione sociale, culturale e linguistica.

Debutta a Roma nel 2003 al Festival Enzimi con La casa degli spiriti, riduzione teatrale dall'omonimo romanzo di Isabel Allende, regia Claudia Della Seta e Glenda Sevald. Il suo lavoro prosegue in un lungo progetto insieme ai migranti del Centro Enea di Roma e in una permanenza stabile presso le Chiese Abusive Musicali dei clandestini a Tel Aviv, esperienza, quest'ultima, dalla quale ha avuto origine lo spettacolo teatrale Alice. Lost and Found, che ha debuttato il 6 agosto 2011 al Teatro Arabo Ebraico di Jaffa – Tel Aviv.

Nel 2007 la compagnia incontrò Mohammad Alimalouf e Azizallah Haidari al centro Enea per i Rifugiati Politici. Erano appena arrivati dal Kurdistan e dall'Afghanistan. Da quel giorno Mohammad e Azizallah fanno parte della compagnia teatrale. Afrodita compagnia ama coinvolgere nei suoi progetti attori professionisti e star – Isabel Allende, Erri De Luca, Anita Diamant, e musicisti emergenti come MC Karolina o Mira Awad – con attori non professionisti, gli invisibili della societa?.


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