Uno spettacolo per il giovane pubblico e per le famiglie che ci trasporta nel mondo onirico e immaginifico dei cavalieri medioevali. Lo spunto nasce dai "Bambini della Luna", metafora usata per definire i bambini nello spettro autistico, dalle suggestioni dei cantastorie, dai racconti delle gesta dei paladini e da una ricerca condotta in collaborazione con Emiliano Migliorini, direttore del Museo degli Strumenti Musicali di Arsoli ed esperto di tradizioni popolari.

A ciò si sovrappongono le nostre letture preferite, infantili o meno, da Walter Scott agli adorati Paladini di Francia di Luzzati, all'Avventura di un Cavaliere Medioevale di Georges Duby, al ciclo fantastico di Calvino, senza dimenticare certe immagini di un cinema incantato e ancora bambino che ci riportano inevitabilmente a Melies ai suoi stupori, a una luna tonda con piantato nell'occhio, al posto dell'ippogrifo, un missile mutuato da Jules Verne.

E poi c'è una fonte ancora più antica che affiora dai nostri ricordi scolastici ma per niente polverosi o stantii: l'Orlando Furioso di Ariosto che ha nutrito l'iconografia epica e creato il terreno su cui si innesta il genere fantasy oggi così frequentato dai giovani. Da tutto questo, dalla voglia di giocare e di contaminare con la fiaba un'epoca misteriosa e suggestiva, nasce il nostro Cavaliere Sulla Luna.


Per tradurre tutta questa ricchezza di immagini, in racconto scenico destinato tout public – oltre naturalmente alle scuole che hanno nel loro programma di studi il ciclo Carolingio e l'Epica – abbiamo pensato di sovrapporre più linguaggi: da una parte il mondo artigianale del cunto, affidato alla forza e alla ritmica del narratore, dei cartelloni ingenuamente illustrati che nello spettacolo prendono vita attraverso il teatro d'ombre, dall'altra la tecnologia virtuale che offre, da dietro la celata di un elmo contemporaneo, la visione di un mondo altrettanto magico e stupefacente, quello della realtà aumentata, come se agli spettatori si potesse rinnovare, attraverso le nuove tecnologie, quella stessa sensazione di follia che suscitavano gli spettacoli di Melies nel suo Padiglione delle Meraviglie, sospesi tra magia e sperimentazione.

In scena un Paladino finito alle Crociate controvoglia, più per debiti ed amore che per onore, viene reclutato da una fattucchiera e cialtrona, sedicente maga, per salvare un vecchio eroe malmesso.
Un siciliano che tutti chiamano Orlando. Questi vive inebetito in una tenda ai confini dell'accampamento, pare a causa di una donna.
L'unico modo per salvarlo è recuperare ciò che sembra aver perso: la Ragione.
Il Paladino coglie l'occasione per allontanarsi dalla guerra e riprendere la sua strampalata vita da cavaliere errante. Ma ad accompagnarlo stavolta insieme al cavallo avrà una misteriosa creatura magica: l'Ippogrifo.
E con la lancia, lo scudo e la spada un elmo mai visto prima, forgiato da un popolo leggendario e caduto dal cielo nella tenda della fattucchiera. Un elmo col potere di trasportarlo direttamente nella mente di Orlando, nei suoi sogni, dove domina, incontrastata, una gigantesca luna bianca.
Ma Orlando vuole veramente essere salvato? È giusto proseguire la guerra? Ed è proprio la Ragione ciò di cui ha bisogno? Il giovane Paladino lo scoprirà solo affrontando la più grande e incredibile delle avventure che un cavaliere abbia mai vissuto.

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