Un testo di grande verità e allo stesso tempo completamente surreale

I protagonisti vivono fra vecchie motociclette e spazzatura, in una discarica degna di qualche desolante suburbio della più povera delle metropoli. Sono tormentati dalla decadenza fisica e affetti da una sorta di malinconia per i tempi migliori. Viene evocata una quotidianità grottesca ma, a ben vedere, non dissimile dalla realtà, dal degrado e dall'angoscia che ci circondano. Peppe, Tano e Uno non hanno più la cognizione del tempo ma ancora tanta voglia di vivere. Sono solo tre 'uomini-bambini' con i loro piccoli gesti, con il bisogno d'ascoltarsi, con il gusto del gioco. Disperati all'apparenza, nel loro cortile nessuno può togliergli il piacere di giocare. Non sappiamo da dove vengono, né quale rapporto li leghi. Lo spettacolo alterna crudele astrazione e poetico realismo, innesta le domande più aspre del presente nelle piccole ossessioni della quotidianità, con un ritmo comico e una precisione che non lasciano scampo. Il tragico ha anche effetti esilaranti: si ride molto, ma senza mai smettere di pensare.

Teatro del Lido di Ostia in collaborazione con le vie dei festival

Compagnia Scimone Sframeli

IL CORTILE

di Spiro Scimone

regia Valerio Binasco

con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale

scena e costumi Titina Maselli

disegno luci Beatrice Ficalbi

regista assistente Leonardo Pischedda

assistente scene e costumi Barbara Bessi

Produzione Compagnia Scimone Sframeli, Fondazione Orestiadi Gibellina, Festival d'Automne à Paris, Kunsten Festival des arts de Bruxelles, Théâtre Garonne de Toulouse

premio Ubu 2004 Nuovo Testo Italiano

durata 90' ca.


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