Quanto puo? essere crudele un ambiente lavorativo? Fino a che punto possiamo permettere alle aziende di applicare gerarchie ingiuste e sottoporci a prove umilianti, pur di ottenere una posizione socialmente rispettata? E se rappresentato a teatro, fin dove arriviamo a crederlo verosimile? E? su questi temi, quanto mai attuali che si sviluppa Il metodo.
In una sala riunioni asettica, si trovano, per l’ultimo colloquio “congiunto”, quattro candidati ad un incarico di manager per una importante multinazionale. I quattro personaggi si rivelano subito persone ciniche, disposte a tutto pur di ottenere l’unica cosa che per loro davvero conta: il solo posto disponibile.
In una busta chiusa arrivano delle prove e qui comincia il gioco, il thriller.
La drammaturgia e? scorrevole e permette un vivo coinvolgimento del pubblico che si trova continuamente a dover valutare cio? a cui assiste: qual e? la reale personalita? dei candidati? Dov’e? la verita? e dove la menzogna? Lo spettacolo ha il grande pregio di riprodurre in scena ambienti e situazioni comuni a tutti, che viviamo ripetutamente nella quotidianita? e ritroviamo sul palco con tutta un’altra suspense.
Un cinismo maieutico, che riesce a far risultare chiara, ma mai banale, la possibilita? di rispondere “no” alle ingiustizie.
Note di regia:
Il Metodo Gronholm, questo è il titolo originale, anche se ho preferito chiamarlo semplicemente il Metodo, non solo per la sua immediatezza nella singola parola, ma anche per cercare di astrarre il più possibile ogni riferimento geografico o alla persona, come se questo “Metodo” di giudizio che servirà per scegliere uno dei quattro personaggi per un impiego, fosse anche un “Metodo” archetipo della società.
Una società che cerca sempre di sapere chi siamo, per poterci meglio controllare, una società pronta ad elevarci, per poi rigettarci verso il fondo. Uomini costretti ad umiliarsi per poter far parte della comunità globale in cui viviamo tutti quanti noi.
Nella commedia, viene usato il lavoro, come fondamento della nostra società, con tutti i suoi difetti di sessismo, razzismo, odio, menzogna, dove ci si deve velare per potersi svelare e una ipotetica multinazionale che qui diventa un simbolo religioso ed unico, che poi è in fondo il nostro fondamento culturale, quello giudaico cristiano che ci mette al di sotto di ciò che non vediamo.
Garcelan la chiama Dekia questa fantomatica multinazionale svedese, ed è chiaro che il gioco di parole con L’Ikea non è casuale, perché viene presa come la multinazionale assoluta, simbolo unico della nostra collettività. Ogni casa ha il suo crocifisso o l’immagine di Maometto o una stella di David o anche nessun simbolo religioso, ma è certo che la cosa che gli accomuna che in tutte queste case in qualunque parte del mondo, anche se sono in guerra tra loro, hanno almeno un oggetto dell’Ikea o “Dekia” in questo caso per noi.
Ed ecco perché ho scelto di far svolgere la storia in un luogo non luogo, che possa essere una stanza o il mondo intero e dove l’unico contatto con l’esterno, ovvero quello che non vediamo e non sentiamo, come tutte le cose di cui abbiamo fede o temiamo, viene dall’alto. Un luogo del profondo dove gli unici colori che esistono, arrivano dalle cose che noi usiamo ed indossiamo e consumiamo.
A parte il colore di un cielo che ogni tanto ci ricorda cosa siamo veramente
Lorenzo Lavia
di JORDI GALCERAN
versione italiana di PINO TIERNO
regia di LORENZO LAVIA
SCENE GIANLUCA AMODIO
COSTUMI ALESSANDRO LAI
Informazioni, orari e prezzi
Martedì ore 21, mercoledì ore 17, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21 domenica ore 17
Info:
Tel. 06 6794753
www.salaumberto.com
Prezzi:
da 32€ a 23€
Dove e quando
Potrebbe interessarti in Spettacoli
Tempo perduto - Tempo ritrovato
Laboratori per la popolazione detenuta
Teatro della C.C. Roma Rebibbia
Flo' – FuoriLuogO, il festival sospeso sul tetto di Roma
Un villaggio ad alta quota con un ricchissimo cast di artisti, tra arte, musica, comicità
Casilino Sky Park
Cinecittà World accende l'estate con Aqua World
Dal 30 maggio grandi eventi e il divertimento serale
Cinecittà World
L'Angelo e la luna
Festival di circo contemporaneo, danza, musica e teatro
Castel Sant'Angelo
VILLÆ 2026 un'estate di arte, teatro, musica e cultura nei siti UNESCO
Le VILLÆ di Tivoli si accendono di sera: da luglio a settembre
Fuori città
CSAIn International Dance Competition 2026
Danza classica, contemporanea, urban, moderna, sportiva accademica, ballo sportivo, danze caraibiche
In città
Estate a Casina di Raffaello
Prosegue a luglio e agosto l'offerta culturale rivolta a bambini e famiglie
Casina di Raffaello
Hurricane Motor Show
Quest'anno con una grande novità: potrai salire su un vero Monster Truck
In città
Arena Palma di Trevignano Romano
Gabriele Mainetti ospite nella serata inaugurale per i 10 anni di "Lo chiamavano Jeeg Robot"
Fuori città

