Uno spettacolo performativo con ragazzi africani e afghani

Nella nostra città sembra essersi sopita l'emergenza immigrazione, che appena un anno fa riempiva le pagine dei maggiori quotidiani locali e nazionali, in realtà le genti migranti sono tornate ad essere una presenza silenziosa e nascosta, invisibili ma presenti continuano ad essere oggetto di spostamenti continui da uno sprar ad un centro di accoglienza.
A conclusione del laboratorio teatrale tenuto con il Centro Staderini presso il Centro Municipale Giorgio Morandi, proponiamo uno spettacolo performativo con ragazzi africani e afghani. Il lavoro a cura di Gianluca Riggi e Flavio Ciancio e con la collaborazione di Carlo Gori è un visione surreale dell'ipocrisia che pervade la nostra società europea nel rapporto con le migrazioni, ove assistiamo quotidianamente alla spoliazione della loro umanità per divenire "pacchi", "sacchi della spazzatura" da spedire e spostare verso nuove destinazioni, senza che nessuno veda, senza che nessuno protesti, senza che nessuno parli.
Il percorso quest'anno è stato particolarmente difficile, il laboratorio, dell'officina di Teatro Sociale della Regione Lazio, partito con grande entusiasmo ed energia ha subito la perdita di numerose presenze, di settimana in settimana Prefetto e Ministero decidevano di "spostare" gli ospiti del centro verso nuove destinazioni, senza nessun rispetto per le relazioni e i percorsi intrapresi. Ogni volta abbiamo dovuto ricominciare daccapo, in silenzio, ogni volta abbiamo dovuto modificare il nostro lavoro, abbiamo vissuto con loro l'esperienza del "pacco" umano, ed abbiamo deciso di provare a restituirla sulla scena teatrale. Non c'è pacificazione in questa società, per citare Caligola di Camus, siamo tutti vittime e carnefici.


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