Un viaggio dell'anima difficile da descrivere

"Il Quarto Vuoto non è il normale spettacolo teatrale che siamo soliti vedere, è un viaggio dell'anima difficile da descrivere, sicuramente una cosa che va vissuta."

Metropolitan Magazine Italia.

"Il quarto vuoto" è il nome attribuito al Rub al-Kh, uno dei più grandi deserti di sabbia del mondo che ricopre un quarto della Penisola Arabica. Sconfinato, arido, inospitale, disabitato, estremo, sconosciuto. Con questa ispirazione negli occhi lo spettacolo si propone come un viaggio di esplorazione all' interno del "Quarto Vuoto" interiore dell'animo umano. Si tratta di un labirinto desolante e seducente, assordante e silenzioso, oscuro e abbagliante in cui non ci si addentra mai veramente.

L'attore come l'essere umano si trova a confrontarsi con il proprio "quarto vuoto" in un complesso ma appassionante percorso di ricerca; senza paura e senza difese è tenuto a intraprendere un cammino in se stesso oltrepassando i confini del conosciuto e del consapevole per ascoltare la voce del deserto. Un viaggio incosciente con risvolti a volte comici, a volte dolorosi, a volte sorprendenti che trascende il testo per affidarsi completamente ai corpi che come dune in perenne movimento oscillano, dondolano e mutano insieme al vento.

Si tratta quindi di un teatro quasi silente che parla attraverso la musica, il corpo e l'animo degli attori, dei ballerini e dei performer. Attraverso la destrutturazione del sé e l'esplorazione dello spazio esterno e interno verranno abbattute tutte le barriere fisiche per liberare la memoria del corpo e i movimenti primordiali; ascoltando il ritmo interiore e seguendo l'impulso emotivo che diverrà il motore della creazione artistica.

IL QUARTO VUOTO

Testo e Regia di Gina Merulla

Con Mamadou Dioume, Sabrina Biagioli, Massimo Secondi e Fabrizio Facchini

e con la voce di Andrea Lavagnino

Fotografie Violetta Canitano

Ufficio Stampa Nuvole Rapide Produzioni

Produzioni Teatro Hamlet


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