Maria Concetta Cacciola, storia di una vedova bianca

«Se i figli dei mafiosi fossero liberi di spezzare i loro legami di sangue, la mafia finirebbe in una generazione»

Questa è una storia scura, drammatica, emblematica. Una storia del Sud, dove apparentemente niente succede ma tutto si rivolta al suo interno.

Maria Concetta Cacciola nasce a Rosarno nel 1980 in una famiglia strettamente legata alle 'ndrine più attive nel narcotraffico della piana di Gioia Tauro. La fuitina con un aspirante 'ndranghetista a tredici anni, il primo figlio a quattordici, il matrimonio a sedici, altri due figli in stretta sequenza, e l'arresto del marito segnano precocemente il suo destino, facendo di lei una vedova bianca.

Cetta viene controllata a vista dalla madre e dal fratello, tanto da non essere libera neppure di andare a prendere il pane da sola. Lei tuttavia si ribella, e su internet conosce un uomo con il quale vorrebbe rifarsi una vita. Cetta non è un'eroina, ma semplicemente una donna che vuole innamorarsi e vivere una vita normale.

Il sangue

Maria Concetta Cacciola, storia di una vedova bianca

con Lara Chiellino

scritto e diretto da Marco Pizzi


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