Un testo di particolare intensità è in scena al Teatro Arvalia nella Settimana della Memoria, dal 29 gennaio al 1 febbraio 2015. Nel teatro diretto da Emanuele Faina approda “Il secchio” di Fabio Salvati per la regia di Daniela Coppola, con Luciano Ciamillo nelle vesti del protagonista Adolf Eichmann, il criminale nazista addetto alle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento.
Un secchio compare già alla prima scena quando due personaggi si incrociano –in una cornice narrativa ricorrente- sul ponte di una nave diretta in Argentina (siamo nel 1950): sono Adolf Eichmann (in fuga in Argentina sotto il falso nome di Riccardo Klement) e un enigmatico professore di scienze che dirà soltanto di chiamarsi Ettore. L’azione prosegue nelle scene successive raccontando la vicenda del rintraccio, della cattura in Argentina del fuggiasco gerarca nazista, del suo interrogatorio e del suo trasferimento a Gerusalemme per il processo. Il racconto viene somministrato in chiave grottesca (oltre che per quadri scenici “animati”) da due israeliti incaricati di costruire la forca in vista della esecuzione del condannato.
Nel secondo atto i primi dieci minuti sono occupati dal processo che si tenne tra il 1961 e il 1962 a Gerusalemme: la narrazione è contrappuntata dai discorsi di tre giornaliste osservatrici del processo. Tra loro Annah Arendt, la famosa filosofa di origini ebraiche, inviata del New Yorker che espone il suo punto di vista antropologico sull’imputato, in aperto conflitto con l’opinione corrente che si ostina a dipingerlo come “mostro”. Da queste osservazioni si dipana la teoria della “banalità del male”, feroce ritratto/ammonimento di una certa contemporaneità.
Il processo termina con la condanna dell’imputato, avviato all’impiccagione e poi alla cremazione. Le sue ceneri verranno raccolte in un secchio e gettate da una nave fuori delle acque territoriali di Israele. L’ultima scena vede due esecutori che rovesciano le ceneri fuori dal parapetto di una nave, guardati a vista (in una chiave simbolico/surreale) dai due personaggi della cornice narrativa ricorrente. L’enigmatico Ettore può ora svelare la propria identità..... Il secchio, tornato al centro della scena, è la sua sporta per continuare a osservare –non visto dai suoi contemporanei- il futuro.
Informazioni, orari e prezzi
Dal 29 al 31 gennaio ore 21.00
1 febbraio ore 18.00
Biglietto:
euro 12
ridotto euro 8
Info:
06.55284044
393.0099526
http://www.teatroarvalia.eu
teatroarvalia@live.it
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