Spettacolo ispirato all'omonimo racconto breve di Vasilij Grossman

Il concorso Diversamente stabili dopo aver registrato il tutto esaurito e l’aggiunta di una quarta replica straordinaria con lo spettacolo d’ esordio “Io Rido”, prosegue con il secondo spettacolo in gara “La Cagnetta”, in scena il 26, il 27 e il 28 febbraio alle ore 20.30 al Teatro Elettra, via Capo d’Africa 32.

“La Cagnetta” di Edoardo Carboni con la regia di Michele Galasso e interpretato da Simone Caporossi, Alice Di Carlo e Danilo Turnaturi, lo spettacolo si avvale di un cast tecnico formato dalla compositrice di musiche originali Elisa Corpolongo, del disegno luci di Silvia Crocchianti e dell’ aiuto regia e costumista Annalucia Cardillo.

Ispirato all'omonimo racconto breve di Vasilij Grossman, “La Cagnetta” di Edoardo Carboni è la storia della famosa Laika, prima di ricevere la fama: da randagio nei vicoli di Mosca fino ai laboratori del cinico e autoritario Aleksiej Gazenko, lo scienziato che ha avuto dal Cremlino l'incarico di prepararla per il volo spaziale. Ma i sentimenti umani di Laika lo colpiranno come una meteora. Ai suoi occhi essa non apparirà più come una cavia, ma una creatura più viva e umana di qualsiasi altra mai conosciuta, ammorbidendo il suo cuore finché tra i due non sboccia l’amore. Ma la Guerra Fredda e la volontà dell'URSS di raggiungere le stelle per prima, riporteranno sulla terra questi star-cross’d lovers, ricordando ad Aleksiej la sorte della sua Laika. Tutta "colpa delle stelle" quindi. O quasi…

Michele Galasso il regista che metterà in scena “La Cagnetta” ci da la sua chiave di lettura. "In due mondi stretti nelle precise regole del potere e del risultato, il regime e la strada, come un dono, si aggirano senza saperlo due diamanti allo stato grezzo, nascosti sotto un cumulo di inutili affanni, tra macerie di disillusioni, sconfitte, rancori e rivalse. Si gridano addosso per non riconoscersi, si sfidano, ma dentro trascendono, fino a unirsi, perdonarsi, per trovare perfetta corrispondenza l'una nelle mancanze dell'altro. La loro storia d'amore, eroica, il loro ribellarsi, diventa la storia del bene universale, dell'uomo per l'uomo e per le sue naturali infinite aspirazioni. A narrare come i grandi avvenimenti, i grandi uomini, la loro forza, sia da cercare proprio nelle più semplici delle creature; come il senso della vita possa essere proprio dietro quello strappo, profondo, nell'inutile, troppo logica, apparenza della realtà per come ce la raccontano, e raccontiamo".

Ricordiamo che il pubblico è la giuria del concorso Diversamente stabili e sarà chiamato a votare con un punteggio da 1 a 5 le tre categorie in gara, drammaturgia, regia e spettacolo. A fine spettacolo vi sarà un incontro con il cast dello spettacolo, in cui sarà possibile fare domande, critiche, suggerimenti.


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