Da Federico II° al Novecento. Racconto/Favola di Enzo Samaritani

Il Teatro Arciliuto ha il piacere di presentare il secondo appuntamento del Suo viaggio nell’Arte e nella Musica e che si terrà tutti i martedì sera: “La Grande Favola della Lingua Italiana”, da Federico II° al Novecento, Racconto-Favola di Enzo Samaritani con Enzo Samaritani (voce e chitarra) e Giovanni Samaritani (voce).

Definito da chi lo conosce bene il Poeta dell’Anima, Enzo Samaritani omaggia così La Lingua voluta da Federico II, nel corso di un viaggio nel quale la melodia sposa il suono naturale del verso e la passione genuina colora le antiche stanze del salotto musicale del Teatro Arciliuto incastonato nel cuore della Roma antica tra piazza Navona, via dei Coronari e il Tevere.

E’ un percorso poetico in musica della lingua italiana percorrendo un pensiero temporale ed evolutivo del linguaggio poetico della nostra stupenda lingua. Senza un programma dettagliato, partendo dalla goliardia delle cadenze latine si passerà per Federico II, Cielo d’Alcamo, Giacomo Pugliese, Ciacco dell’Anguillaia, Francesco D’Assisi, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cecco Angiolieri. Fino ad arrivare al Croce, al Pascoli, al Carducci, a Giacomo Leopardi e tanti altri.

Tutte le poesie della nostra letteratura sono state messe in musica da Enzo Samaritani e verranno eseguite cantate a due voci, familiarmente, da padre e figlio.

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Nel cuore di Roma il Teatro Arciliuto tutti i giorni da vita a serate indimenticabili e coinvolgenti: grande perno è Enzo Samaritani – nonché padre e fondatore dell’Arciliuto – poeta, compositore, cantante di una tradizione letteraria preziosa; egli non ha mai abbandonato l’identità di questo teatro, portando avanti una ricerca dedicata alla bellezza insieme a un’appassionata campagna in difesa delle lingue e dei dialetti.

Enzo Samaritani ha improntato la sua vita alla salvaguardia della nostra identità culturale, lottando contro un’omologazione sempre più diffusa e preoccupante; ha portato avanti con amore e dedizione una ricerca accurata e approfondita affinché le nostre radici culturali e linguistiche non andassero perdute bensì preservate e tutelate. Ha intrapreso numerosi viaggi all’estero divenendo promotore e diffusore della nostra poesia e musica; attento alla bellezza e all’estetica della composizione ha sempre ricercato “la nota naturale corrispondente alla melodia del verso” in difesa dei suoni della lingua italiana, ormai sgretolata in questo periodo di consumismo e di imitazioni culturali. Così la poesia italiana, per la prima volta tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, suona nel mondo versi cantati di Cielo d’Alcamo, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Foscolo, Pascoli, Leopardi, Belli, Trilussa, oltre alle poesie originali dello stesso Enzo Samaritani.

Assistere a uno spettacolo di Enzo Samaritani ha in se qualcosa di estremamente magico e prezioso, un evento pregno di significato e sensazioni che condurrà il suo pubblico in un viaggio senza tempo assaporando poesia, musica e storia tra ilarità e buona compagnia.

L’accogliente Salotto Musicale dell’Arciliuto prende vita grazie all’estro di Enzo Samaritani, con un incontro/concerto di grande rarità e bellezza. Il “nostro poeta” con le sue parole, i versi cantati, aneddoti personali e non, ammalierà i suoi uditori conducendoli, attraverso una “lezione” del tutto originale e accattivante, alla riscoperta delle proprie origini culturali e linguistiche facendosi promotore e “istituzione” di riferimento per la diffusione dei valori e delle radici della cultura e della lingua. È così che l’incontro/ascolto di Enzo Samaritani diventa fondamentale e formativo per le giovani generazioni e non solo, in quanto detentore di un bagaglio culturale raro e indispensabile.

In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.


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