Uno spettacolo da vedere e "da rivedere"

Uno dei più grandi capolavori di LUIGI MAGNI, da lui scritto e diretto nel 1977, secondo film di una trilogia che vide protagonista la Roma papalina del XIX secolo,

"IN NOME DEL PAPA RE", non incontrò un unanime consenso di critica a causa di una parte di giornalisti che lo ritennero un po' troppo caustico nei confronti della Chiesa. Magni, scambiato spesso per anticlericale, si è sempre difeso rispondendo: "Hanno equivocato fra clero e potere temporale, io ho avuto sempre un ottimo rapporto con i preti". Il film si aggiudicò, comunque, nel 1978, cinque David di Donatello, tra cui miglior film, miglior sceneggiatura e miglior scenografia. Grande fu il successo

di pubblico, che lo trovò emozionante, commovente, comico, proprio per la capacità dell'autore di raccontare le storie serie con ironia.

Da un'idea di Antonello Avallone (la sua collaborazione con Magni ha poi prodotto la versione teatrale di "NELL'ANNO DEL SIGNORE" e poi di "SECONDO PONZIO PILATO"), "IN NOME DEL PAPA RE" si trasferisce dal grande schermo al palcoscenico. Un omaggio a Roma, alla romanità, a Gigi Magni e al nostro rimpianto Sergio Fiorentini, il cui ruolo è qui affettuosamente rivestito da Pippo Franco. Uno spettacolo da vedere e "da rivedere".

Scene e costumi Red Bodò

musiche originali D.Pace e T.Tosto

Versione teatrale e regia Antonello Avallone


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