Spettacolo vincitore del Premio InDivenire 2018

UN FOLGORANTE E FELICISSIMO ESORDIO AUTORIALE E REGISTICO CARATTERIZZATO DA UNA SORPRENDENTE NETTEZZA E PULIZIA DI SEGNO E DA UNA VISIONE GIÀ MATURA DELLA SCRITTURA DRAMMATURGICA E DELLA SCRITTURA SCENICA

Allo Spazio Diamante dal 7 al 9 dicembre approda lo spettacolo vincitore della sezione Teatro del Festival Indivenire 2018 INDRA, di Ilenia D'Avenia e Francesco Governa. Presentato da Fid Production – Meridiani Paralleli, con Guido Compagno, Ilenia D'Avenia, Giuseppe Palazzolo, Giulia De Luca e Alessia D'Anna,  trucco Andrea Imperio, INDRA si  è imposto all'attenzione unanime dei giurati della seconda edizione del Festival inDivenire come un folgorante e felicissimo esordio autoriale e registico caratterizzato da una sorprendente nettezza e pulizia di segno e da una visione già matura della scrittura drammaturgica e della scrittura scenica. Grazie a un efficace e mai compiaciuto uso del dialetto siciliano, Ilenia D'Avenia e Francesco Governa, attraverso una mano ferma anche nella direzione del magnifico cast (all'interno del quale la D'Avenia stessa gioca un ruolo fondamentale) ci conducono con una grazia speciale verso territori dell'anima dove il delicato, qualità rarissima a vedersi sui nostri palcoscenici, va a pungere coi suoi aghi di sofferenza là dove più ci fa male, ma anche là dove siamo ancora disposti a gioire.

Liberamente ispirato a "Racconti Siciliani" di Danilo Dolci, INDRA mette in scena il dolore della privazione dei sentimenti, la concretezza della povertà, l'incapacità di ribaltare un sistema avvilente che tenta di sopprimere la vita. Secondo un'antichissima metafora, l'universo è come un'enorme rete che si estende all'infinito in ogni direzione, la "Rete di Indra": al punto di intersezione di ogni nodo della rete c'è una lucente gemma dalla superficie riflettente. Ciascuna gemma splende di luce propria e riflette quella di ogni altra, generando una vasta rete di sostegno che include tutto. Ciascuna di esse è interdipendente. Se ne appare una, appaiono tutte. Se non ne appare una, non ne appare nessuna. Se comparisse un puntino nero su una qualunque delle gemme, comparirebbe su tutte.

Così sono gli uomini.

Cinque personaggi, cinque anime semplici, ognuna con il proprio dramma e con la propria autentica bellezza, cercano di arrabattarsi per tornare alla vita, per restituire dignità alla propria esistenza, per comprendere e ribaltare un sistema che non li fa vivere.

Costretti a trascorrere la notte in spiaggia, insieme, a causa della frana di una montagna che ogni notte scivola inesorabile sulle loro case, discutono, si ribellano, delegano a Dio, contemplano e si interrogano su quei miracoli universali, incontaminati, che sono le stelle, l'aria e il cielo.

A volte si aiutano, si barattano i saperi che si sono inventati o, nel tentativo stremato di ribaltare la trappola, di uscire dalla rete, si uniscono. Altre volte, invece, in un'eterna lotta di conflitti interni ed esterni, dimenticano cosa è giusto e cosa no, cosa è immorale e cosa no, e, in una catena vorticosa di accadimenti, finiscono per rivelare la loro profonda appartenenza ad un unico, comune destino.

La Sicilia che viene raccontata è solo uno spunto narrativo per rivelare i soprusi e le loro conseguenze, un pretesto per raccontare il diritto alla vita, promuovendo una coscienza collettiva a partire dalla memoria della storia.

Indra è la possibilità di rintracciare la luce nel dolore, la grazia nella ferita, l'abbraccio dell'universo nel momento della separazione. Indra è trovare di più quando si è perso tutto. E' saper tornare all'origine quando il transitorio muore. E' la voglia di condividere quest'intuizione sull'esistenza, perché si diffonda e inondi la rete che ci lega tutti, per accendere in ognuno di noi quella possibilità di gioia sconosciuta che ci è difficile penetrare.

"Questi racconti danno voce alla gente che nel mondo ha contato poco o niente, che forse lascia in questo ricordo di sé, in questa riflessione sulla propria storia, la sua traccia più duratura."

"Io certe volte quando vedo le stelle la sera, specialmente quando stiamo fuori la notte, e penso nella mia testa, e dico: – Vero c'è il mondo? – Non ci credo che c'è il mondo."

"Io ci ho pregato pure alle stelle, ci ho detto:- affacciasse!-. Mi piaciono le stelle, mi piace guardarle. Sono belle."

 


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