Il Teatro Stabile di Genova porta in scena l'opera di Friedrich Schiller

Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s'innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista. Il padre del giovane cerca in ogni modo di ostacolare l'unione e di convincere Ferdinand a sposare la favorita del principe, anche per ottenere una promozione. Il sentimento sincero e profondo del figlio però, non lo fa desistere dal desiderio di sposare Luise. ll ministro dunque, escogita un bieco intrigo, messo in atto con la complicità del suo segretario Wurm (in italiano significa "verme") che condurrà la vicenda verso un epilogo drammatico.

Scritta nel 1783 quando Schiller aveva solo 24 anni, "INTRIGO E AMORE (Kabale und Liebe)" è la storia di un legame profondo e impossibile, di una passione indomabile, di intrighi e gelosie, di unioni e duelli, di verità e menzogne, di corruzione e libertà: c'è tutto questo nel dramma di Schiller, il cui nucleo è il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità dell'essere umano, oggettivato nell'incontro-scontro fra due classi, la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera.

Gli aspetti melodrammatici di "INTRIGO E AMORE" diedero lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre nel 1848 la "Luisa Miller", ispirata proprio al testo di Schiller.

Racconta il regista Marco Sciaccaluga: "Qualche anno fa visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c'è scritto, di pugno di Schiller – La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! – Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar".

La mia Luise Millerin (primo titolo della commedia) possiede proprietà che poco si addicono al teatro così come è concepito oggi. Per esempio, la miscela gotica per cui il comico avvicenda il tragico, il capriccio, l'orrore. E, malgrado gli sviluppi procedano abbastanza tragicamente, ci sono personaggi e situazioni esilaranti che spezzettano lo svolgimento dell'azione.

Friedrich Schiller

Luise - Una volta mi hanno detto che i grandi della terra non lo sanno, che cos'è la povertà. Che non li hanno mai informati. E che non vogliono, essere informati. Glielo dirò io, che cos'è la povertà. E gli dirò che nell'ora della morte anche un dio in terra si mette a rantolare…

Atto III, scena sesta

Di Friedrich Schiller

versione italiana Danilo Macrì

con Roberto Alinghieri   Alice Arcuri   Enrico Campanati

Andrea Nicolini   Orietta Notari   Stefano Santospago   Simone Toni

Mariangeles Torres   Marco Avogadro   Daniela Duchi   Nicolò Giacalone

scena e costumi Catherine Rankl

musiche Andrea Nicolini

luci Marco D'Andrea

regia MARCO SCIACCALUGA

personaggi e interpreti

Presidente Von Walter, alla corte di un Principe tedesco Stefano Santospago

Ferdinand, suo figlio, Maggiore Simone Toni

Von Kalb, Maresciallo di corte Roberto Alinghieri

Lady Milford, favorita del Principe Mariangeles Torres

Wurm, segretario del Presidente Andrea Nicolini

Miller, maestro di musica Enrico Campanati

Frau Millerin, sua moglie Orietta Notari

Luise, sua figlia Alice Arcuri

Sophie, cameriera di Lady Milford Daniela Duchi

Un cameriere del Principe Nicolò Giacalone

Un cameriere Marco Avogadro

Lo spettacolo ha una durata di 3 ore più intervallo


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