La condizione di molte donne di oggi

Il testo, dopo aver affrontato il periodo natalizio, celebra la tragica – in questo caso - giornata di San Valentino. Uno spettacolo originale, scritto da Elda Alvigini e Natascia Di Vito adattabile a ogni esigenza, caratteristica che lo rende un vero e proprio format.

Per celebrare la festa degli innamorati in grande stile, Elda rivela che: “il 14 febbraio abbiamo deciso di festeggiare in maschera e invitiamo tutti gli spettatori a raggiungerci mascherati anni ’70 / ’80. Colonna sonora ad hoc.

Il soggetto principale di INUTILMENTEFIGA – in scena da 3 anni - non cambia: Elda è una quarantenne separata con un figlio, traumatizzata da un’infanzia e un’adolescenza vissute sui valori dei genitori sessantottini in cui la figura della mamma, fervente comunista, predomina. Oggi dipende dal suo cellulare, fido compagno anche a San Valentino. La protagonista è una vera e propria antiBarbie in continua trasformazione: da fatina dell’amore a principessa diventando, infine, un’ Inutilmentefiga sola a San Valentino, un’ Inutilmentefiga che, però, è anche una madre depressa.

Tra assillanti telefonate della mamma, oggi un po’ disorientata, tra desideri irrisolti e qualche amica particolare, Elda diverte e incanta lo spettatore con un one woman show che saprà soddisfare anche i più esigenti.

“Inutilmentefiga” racconta la condizione di molte donne di oggi, intorno ai quarant’anni, quasi sempre figlie di ex sessantottini, laureate, belle, con un buon lavoro, spesso separate con figli, sono intelligenti e sensibili… almeno così si vedono loro. E non capiscono, ma proprio non capiscono, perché non hanno un uomo!

Oggi le donne sono spesso realizzate socialmente, colte, intelligenti e godono di una grande libertà, almeno apparente, di cui non sanno bene cosa farsene però, visto che è praticamente loro proibito godersi appieno la vita, senza rinunce, frustrazioni antiche, senza dover subire rapporti affettivi ricattatori, come quello con la madre-totem, o senza riuscire a liberarsi da una idealizzazione del padre, che le rende praticamente inavvicinabili per qualsiasi altro uomo, o dovendo sottostare a una società imbevuta di cattolicesimo e religione, per i quali la donna neanche esiste! Ecco, noi siamo cresciute in un ambiente di sinistra colto, ateo e militante, siamo figlie del ’68 e delle sue convinzioni, troppo spesso sbagliate e comunque strane, buffe e incomprensibili per chi, come noi, in quegli anni nasceva.

Attraverso i diversi argomenti affrontati nel testo, allo spettatore non sarà difficile capire che certa cultura sessantottina e di sinistra ci ha rovinato la vita!

Il telefono cellulare è il co-protagonista e deus ex machina dello spettacolo.

Gli argomenti trattati vanno dai rapporti affettivi familiari (educazione, traumi infantili, edipi vari) al problema del rapporto con gli uomini, con le amiche, con la società, con la politica o quel che ne resta.

Dal punto di vista della recitazione si tratta di un one-woman-show, con una quarta parete che spesso crolla facendo intervenire il pubblico nell’azione.

Inutilmentefiga... anche a San Valentino?

di Elda Alvigini e Natascia Di Vito


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