Ricerca della danza, danza di ricerca

Ricerca della danza, danza di ricerca. È un approccio diverso all’arte coreutica quello che caratterizza l’esperienza artistica di Letizia Gioia Monda, autrice ed interprete di “It is Metaphor”, in scena al Teatro Palladium sabato 23 maggio alle ore 21, nell’ambito della stagione di spettacoli promossa dall’Università Roma Tre.

Una “performance coreografica” che vede impegnati quattro danzatori (Federica Cucinotta, Chiara D’Orsi, Letizia Gioia Monda e Denise Patanè), e che si avvale dell’apporto della compositrice Tiziana Lo Conte anche performer del live electronics e di Matteo Marchesi, costume designer.

Il progetto coreografico di Letizia Gioia Monda vuole proporre una riflessione sul “ruolo” della danzatrice nel panorama artistico contemporaneo creando un parallelismo con il “ruolo” sociale e politico dell’artista in quanto donna.

Quattro danzatrici lavorano sulla ricerca di una nuova identità sociale, di un nuovo ruolo artistico, di un nuovo linguaggio del corpo, di un nuovo paradigma scientifico legato alla pratica coreutica.

La donna si guarda allo specchio e in questo osserva i suoi limiti, le sue debolezze, la forza, la tenacia di migliorarsi. È una donna nuova: emancipata, cosmopolita, sempre pronta per un nuovo viaggio. Lo specchio rivela la molteplicità del suo sé, la sua eclettica identità.

La metafora è allo specchio. Nello specchio la donna/danzatrice riconosce il partner fedele per osservare il suo sé in equilibrio, per ricercare nel suo sé l’armonia. Nello specchio la donna/ricercatrice vede il sommo giudice, ciò che tutto rivela, ciò che niente nasconde. Nello specchio la donna/coreografa vede lo spettatore: in lui lei si riflette, perché è lui ciò che riflette lei in quanto donna nella società.

Assumendo i ruoli prestabiliti di danzatrice, coreografa, ricercatrice, e donna; estrapolando da questi ruoli tasks utili alla creazione; basando il processo creativo su un gioco di specchi in cui le singole identità riflettono in esse la presenza delle altre; interagendo performativamente con la composizione musicale eseguita dal vivo; il progetto “It is Metaphor” mira a presentare una ricerca pragmatica all’interno di una performance coreografica dal vivo.

Al termine, seguirà una conversazione con il pubblico sul lavoro di ricerca coreografica alla base dello spettacolo. Conducono Concetta Lo Iacono e Letizia Gioia Monda.

Si ringrazia l’Opificio per il supporto logistico nella preparazione e produzione dello spettacolo.

«Riflettendo sul panorama artistico contemporaneo, - scrive Letizia Gioia Monda, performer, coreografa e Dottore di Ricerca in Tecnologie Digitali e Metodologie per la Ricerca sullo Spettacolo - oggi più che mai sembra che la pratica “coreografica” agisca come un canalizzatore volto a incorporare i linguaggi performativi e a mobilitare la riattuazione dei loro significati. In ambito coreutico oggi vengono utilizzate una molteplicità di tecniche e metodi fisici, performativi, di improvvisazione, di composizione e di ricerca. Il numero di approcci a cui conducono questi metodi sembra essere imprevedibile. Questo, in un certo qual modo, contraddice la certezza - ostentata dall’educazione tradizionale nella danza - di credere che vi sia un unico approccio alla pratica coreutica».

«Un approccio, una serie di convinzioni o canoni estetici, per lungo tempo si sono opposti gli uni agli altri, non permettendo l’analisi trasversale e dunque la comprensione di ciò che realmente è un corpo in movimento, e di quale ruolo sociale e politico abbia quel corpo nella realtà contemporanea, di quale identità quel corpo si faccia metafora».

«Abbiamo avuto, e spesso tutt’oggi abbiamo: balletto classico contro danza moderna; teatro contro danza astratta e autoreferenziale; improvvisazione contro tecnica; teoria contro pratica».

Alla luce di questo dibattito, Letizia Gioia Monda propone un approccio pragmatico allo studio, alla ricerca e alla composizione della coreografia. Secondo questa ideologia gli schemi coreografici che l’artista-performer sviluppa durante il processo creativo si basano su una ricerca scientifica soggettiva che si occupa di comprendere i meccanismi percettivi e sensoriali utili alla creazione di un nuovo linguaggio di movimento. Tali meccanismi sono già insiti nel corpo, dunque compito del danzatore è divenire ricercatore di possibili approcci cognitivi al movimento. Il danzatore-filosofo riflette sullo stato del suo “io”, della sua identità, in quanto uomo/donna nell’era contemporanea. Come conseguenza di ciò, il danzatore articolando il pensiero-in-movimento diviene coreografo stesso, in quanto è colui che da tale ricerca trae materiale utile alla composizione coreografica.

Letizia Gioia Monda è Performer, Coreografa e Dottore di Ricerca in Tecnologie Digitali e Nuove Metodologie per la Ricerca sullo Spettacolo. Trasferita a Frankfurt am Main nel Febbraio 2012 per portare avanti sul campo una ricerca pragmatica sulla Body Knowledge nella danza e nella coreografia attraverso il contesto multi-disciplinare Motion Bank, l’ultimo progetto di William Forsythe e della The Forsythe Company che ha provveduto dal 2010 al 2013 a creare uno spazio d’indagine nella pratica coreografica.

È stata Regular Guest del Dance Engaging Science Workgroup (gruppo di ricerca di Motion Bank). Dal 2013 è membro di AIRDanza (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza).

It is Metaphor

Performance coreografica di Letizia Gioia Monda

Performers

Federica Cucinotta

Chiara D’Orsi

Letizia Gioia Monda

Denise Patanè

Compositrice e performer del live electronics

Tiziana Lo Conte

Costume designer

Matteo Marchesi


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