La storia de "Il piccolo acrobata" e l'olocausto degli zingari nel teatro di Eduardo Ricciardelli e Gino Auriuso

Al Doppio Teatro, nel cuore del quartiere Prati di Roma, è di scena dal 4 al 6 dicembre "Kevin Gipsy", monologo scritto e interpretato da Eduardo Ricciardelli per la regia di Gino Auriuso, liberamente ispirato a "Il piccolo acrobata" di Rymonad Gureme.
Lo spettacolo, prodotto da Teatraltro, alza un velo su una pagina nera del 900, che ha per soggetto i gitani e la vita di Kevin, acrobata francese, deportato secondo le leggi razziali tedesche, nei campi di concentramento, durante la seconda guerra mondiale e da cui riuscì a evadere 9 volte.
Kevin resiste ai cambiamenti e agli impoverimenti culturali e sociali che la guerra ha prodotto combattendo il pregiudizio di una società che vede nella sedentarietà l'unica forma di progresso. Kevin vive il presente senza necessità di passato e futuro, non vuole possedere, ma essere. La riflessione triste e profonda di un uomo che ha imparato a stare in equilibrio prima ancora che a camminare e che riflette sulle istituzioni e sulla società. Kevin Gipsy ha debuttato il mese scorso nell'ambito della rassegna Exit.


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