Secondo appuntamento della rassegna "Teatro dei Limoni: la nuova drammaturgia a Roma

Problema:

Un gruppo di attrici in un camerino è la somma di cose non dette e personalità scontrose e divise. Tra il pubblico che le spia la tensione cresce in funzione dell'eccitazione e dell'imprevedibilità di ciò che accade sul palco. Dati questi fattori, calcolare gli sviluppi futuri della vicenda.

Svolgimento:

Se la vita fosse un’equazione matematica sarebbe tutto più semplice. Non c’è bisogno di scienziati per capirlo. Ma la vita, come il teatro, è un'equazione a variabili infinite. E più cerchi di mettere i tasselli a posto, più le difficoltà crescono in maniera esponenziale. Il teatro, inteso come rappresentazione della vita reale, diventa un luogo dove nascondere, dove far finta che i conti tornino. E se proprio non tornano, convincersi che è sbagliata la soluzione sul libro.

Risultato:

L’incognita è un regno abitato dagli spettatori. E’ una persona sola. L’incognita è uno spettacolo che parla di perdite e di bugie raccontate in maniera sincera. Ogni uomo costruisce il proprio regno di menzogne, il copione della propria vita. Fino al punto in cui il palco della realtà si confonde con quello della finzione, raccontando prospettive surreali. E le vite di tutti si mischiano, creando una nuova storia. La prima e l’unica che voglio raccontarvi.

Spettacolo finalista Oltreparola 2014


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