Con Otello Profazio e Peppe Voltarelli

Terzo appuntamento della rassegna Intrecci con all’opera una “strana” coppia che rende appieno il senso dell’iniziativa, incentrata sull’incontro tra generazioni diverse di artisti e musicisti, portatori di culture e linguaggi capaci di interagire e dialogare tra loro. Il 22 dicembre, alle ore 21, al teatro Anfitrione di Roma (via San Saba, 24) Otello Profazio, l’antesignano del folk revival italiano e l’ultimo dei cantastorie, assieme a Peppe Voltarelli, istrionico musicista-attore-scrittore, tra le più originali espressioni della nuova scena musicale.
Autore, ricercatore e interprete sensibile e appassionato delle tante anime del Meridione, da più di mezzo secolo Otello Profazio costituisce un fenomeno unico nel panorama della musica popolare italiana, avendo incrociato il proprio cammino con quello di figure centrali della cultura italiana del Novecento, da Ignazio Buttitta a Carlo Levi, da Matteo Salvatore a Rosa Balistreri, e avendo dato voce alle aspirazioni, puntualmente tradite, della gente del sud in una proposta artistica capace di coniugare impegno e ironia. Già fondatore e front-man del Parto delle Nuvole Pesanti, la formazione calabro-bolognese alla quale si deve la creazione della tarantella punk, Voltarelli dal 2005 ha intrapreso una carriera da solista, guadagnandosi l’apprezzamento della critica e un largo seguito di pubblico anche oltre i confini nazionali, grazie all’edizione e distribuzione dei suoi dischi in Francia, America del Sud e Canada. Premio Tenco, nel 2010, per il Miglior Album in dialetto, la sua proposta si caratterizza per innovazioni e sperimentazioni felicemente innestate sul tronco della canzone italiana alla quale, da Domenico Modugno a Sergio Endrigo, ha reso più volte omaggio: in questa sua appassionata riscoperta dei padri, un posto di rilievo ha ovviamente Otello Profazio, al quale lo accomuna il richiamo a una Calabria intesa come metafora di una condizione esistenziale e il loro essere straordinari one man show, capaci come pochi di animare il palco anche solo con chitarra e voce.
La serata sarà aperta dalla presentazione, con Giancarlo Governi e Timisoara Pinto, del volume con cd allegato L’Italia cantata dal sud, l’opera forse più ambiziosa di Profazio che, tra canzone d’autore e canti tradizionali, ha animato una dolente, quanto attualissima, controstoria dei moti risorgimentali. Sul palco anche altri ospiti a sorpresa per rendere omaggio a un autore che, da sessant’anni, continua la sua attività artistica, indifferente alle mode del momento: quando Otello ha iniziato la sua carriera, il festival di Sanremo aveva appena tre anni di vita, i dischi erano a 78 giri e la televisione non era ancora nata...
La serata sarà conclusa con un brindisi augurale con dolci natalizi e vini e spumanti della Calabria.
La rassegna Intrecci, promossa dall’associazione Megasound d’intesa con Squilibri e il Circolo Gianni Bosio, proseguirà nel 2015 con nuovi appuntamenti dedicati ad altre esperienze emblematiche degli anni ’70.


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