Corrado Scalia presenta il classico shakeasperiano in una versione mai vista prima

Approda all’Arvalia, il teatro del municipio 11 diretto da Emanuela Faina, l’Otello di Shakespeare nella messa in scena del tutto innovativa di Corrado Scalia.

In scena dal 4 al 7 e dall’11 al 14 dicembre, il testo di Shakespeare nella versione di Scalia è rispettato, ma non in forma integrale, per dare slancio e dinamicità alla commedia. Con Federico Mastroianni, Fabrizio Bordignon, Stefano Santini, Corrado Scalia, Rebecca Chierici, Maria Musco, Filippo Bubbico e Laura Nardi. Canto di Pieralberto Faina e Angelita Puliafito, movimento coreografico di Sabina Parisi, direzione scenografica, luci e suono di Enrico Marcacci, Sartoria e oggettistica di Anna Faina, regia di Corrado Scalia.

Il luogo della tragedia non è Cipro, ma un luogo imprecisato del meridione italiano, dove troviamo gente defraudata, ignorata, ma anche molto arrabbiata: briganti!

Nella parte di Otello, Corrado Scalia, regista e attore.

Le passioni prescindono dal tempo, dallo spazio, dal contesto sociale, politico ed economico. Le passioni nascono con l’essere umano ed hanno la stessa potenza dirompente ovunque e in qualunque tempo e luogo si manifestino. L’Otello di Shakespeare è forse l’opera più pregna di passioni della storia della drammaturgia. E forse proprio per questo è attuale da oltre cinquecento anni. In questa mia messa in scena del dramma, ho voluto guardare alla passione carnale, alla sensualità, alla gelosia, che sono forse le passioni che più ci coinvolgono e che condizionano anche molte delle nostre scelte e comportamenti e che spesso sfociano nella follia, nell’autodistruzione, nel delitto.

Nell’adattamento dello spettacolo, pur mantenendo fedeltà assoluta al testo, ho volutamente tralasciato tutti quei riferimenti alle altre passioni presenti nell’Otello. Ho inteso dare a questa mia versione una visione verista, “verghiana” ambientando la scena in un sud ai primi del secolo scorso e, soprattutto, in un contesto popolare e contadino certamente lontano dai palazzi della nobiltà e dalle camere dell’alta borghesia. Ma proprio per questo più affascinante, per la capacità di quest’opera immensa di vivere la sua potenza espressiva comunque venga rappresentata.

“Il palcoscenico è quel luogo dove si gioca a far sul serio” E dunque, come è mio costume, anche qui ho giocato... Come? La risposta al calar del sipario (Corrado Scalia).


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