Due donne s'incontrano all'uscita di una discoteca.
E aspettando il notturno, ripercorrono oniricamente le loro vite, svuotando le rispettive borse di parole non dette.

L'Una è un gabbiano che ha spiccato il volo per non sentire la puzza degli uomini.
L'Altra, una gatta che si struscia al mondo.

E se ogni tanto i gabbiani, attratti dall'immondizia, scendono a terra, i gatti vorrebbero staccarsi e volare.

Pur essendo opposte, soffrono lo stesso male.
Cresciute con sogni di gloria, si ritrovano alla periferia della speranza, a desiderare d'essere qualcos'Altro, e a un soffio dall'esplosione.

Lo spettacolo indaga cosa succede dentro, quando persone con grandi lacune affettive, incontrano una società fatta di apparenze, aspettative disumane e non rispetto dei propri limiti. Parla di una generazione cresciuta a pane e sogni di gloria, in attesa di una fama che non arriva.
Il testo nasce da studi di bioenergetica - branca della psicologia che tenta di integrare corpo e mente attraverso il respiro, per sciogliere i blocchi che risalgono a piccole o grandi frustrazioni emotive, subite nell'infanzia, che influenzano fortemente il nostro modo di vivere le relazioni - dall'amicizia, al lavoro, all'amore.

Lucy e Pina rappresentano le forme estreme del disagio psicologico più frequente oggi, il Narcisismo - overt (Lucy) e covert (Pina).

Lo strusciarsi al mondo di Lucy e il prendere le distanze da tutto di Pina, sono atteggiamenti opposti che parlano, entrambi, di bambine che non hanno avuto un amore incondizionato e che si sono inventate modi assurdi e faticosi per richiederlo, l'una stando al centro della pista, l'altra ai margini.

Mamma e papà sono le gambe nelle quali il bambino trova sostegno per affrontare il mondo da solo. Se i nostri genitori non hanno saputo Amarci, noi non possiamo Amarci, Amare né Essere Amati.

Questo bisogno/assenza d'Amore si passa di padre in figlio, come in una staffetta.

La sessualità - tema forte dello spettacolo - è una forma di seduzione con cui si elemosinano attenzioni, solo per quell'universale bisogno d'amore, che se non si trova dentro di sé - perché non ce l'hanno dato - si cerca, con le unghie e con i denti, negli altri.

Lucy e Pina vorrebbero essere l'una l'altra, perché non sono state amate per quello che erano e sono state educate ad essere di più. Rappresentano una generazione che ha vissuto rincorrendo un'immagine che non esiste nella realtà e che si ritrova a trenta/quarant'anni a non sapere chi È. Una lunga sopravvivenza al servizio degli altri, fino a perdere completamente il contatto con sé. Panico!

Bisognerebbe spegnere i fari che ci mettono sotto osservazione e ascoltare il respiro, per riscoprire la voce di dentro, l'unica in grado di farci Vivere.

La notte in cui aspettano il notturno - come si aspetta un Dio che non si vede, un lavoro che non arriva, un amore che pare non esista - le due sentiranno l'eco del BIANCO, il colore nel quale Tutto, all'inizio, è avvolto.

Anche loro da bambine erano bianche, come il mare.

L'Una dell'Altra
scritto e diretto da
Valentina D'Andrea
con
Flavia Germana de Lipsis e Valentina D'Andrea

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