Replica straordinaria

La celebre storia de La bella e la bestia è nota da secoli in tutta Europa. Un'antica  versione francese descriveva il padre come un re e la bestia come un serpente.  Charles Perrault rese popolare la storia nei suoi "Contes de ma mère l'oye" (I racconti di mamma Oca). Ma è grazie a una aristocratica francese, Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1711 - 1780) dedita all'educazione e alla morale dei giovani che si deve la versione da noi conosciuta.

Partendo dagli elementi chiave della storia originale, Beaumont modificò diversi elementi fino a farne la fiaba da noi conosciuta.

Un ricco mercante, caduto in disgrazia, per portare un dono all'amata figlia Belle si imbatte in un essere mostruoso, che gli promette la libertà in cambio della fanciulla.

Belle, prigioniera della Bestia, ne scopre a poco a poco il carattere e la bontà, fino a innamorarsene. E grazie a questo amore potrà spezzare l'incantesimo di cui la Bestia è vittima. Essa infatti è in realtà un giovane principe, punito da una fata per il suo egoismo e la sua vanità, destinato a restare sotto le spoglie di una bestia orrenda fino a quando il vero amore di una fanciulla non spezzerà l'incantesimo.

Ma il villaggio, terrorizzato da quella bestia, ne ha decretato la morte: il castello sarà preso d'assalto e invano Belle cercherò di convincere i propri concittadini della reale natura della bestia. Momenti di tensione condurranno la storia fino all'inevitabile lieto fine.

Lo spettacolo costituisce la prova di metà anno degli Allievi dell'Accademia Pegasiana. Impegnati la scorsa stagione con Shakespeare, gli studenti si trovano ora alle prese con un pubblico giovanissimo, inseriti nel cartellone del Teatro Pegaso. La prossima prova li vedrà impegnati in uno spettacolo complesso, di un autore contemporaneo.

Regia Antonia Di Francesco


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma