La disperazione contemporanea: l'anarchia del capitale impazzito, il dispotismo individuale, la crisi dei valori

Il teatro in controluce presenta LA CATTIVERIA al Teatro Tor Bella Monaca il 23 e il 24 aprile alle ore 21.

La compagnia "TEATRO in controluce" di Giulio Pizzirani porta sulle scene "La Cattiveria", uno spettacolo teatrale che, tra il serio e il faceto, racconta la disperazione contemporanea: l'anarchia del capitale impazzito, il dispotismo individuale, la crisi dei valori, l'innalzamento di frontiere tra gli esseri umani e l'utilizzo smodato di paraocchi in una società che diventa sempre più ipovedente. Sovvertendo l'insegnamento di Emmanuel Lévinas – il volto dell'altro come rivelazione epifanica – l'autore Filippo Marchi indaga il malcostume e le idiosincrasie della nostra società partendo dal buio della scena in cui si agita un cieco a cui nessuno presta ascolto e che cade nelle grinfie di un furbo approfittatore. È solo il prologo di una commedia arguta e dall'impianto satirico acuminato, che si conclude con un epilogo splendente di una verità forse tragica, di sicuro scomoda, che non si legge in faccia a nessuno, perché il volto dell'altro non si lascia decifrare, è muto. Così, l'urlo della crisi si trasfigura nel cinico sberleffo, la condotta dei cattivi si trasforma in esplosioni di ferocia che declinano la cattiveria in ogni sua sfumatura, da quella pervertita dal denaro, a quella di mitomani da operetta che antepongono il proprio benessere a qualsiasi atto benevolo e meritorio. Se nel mondo odierno gli uomini e i loro affari appaiono slabbrati e senza un ordine, Marchi prova a ricomporre i pezzi – tra Buzzati, Nicolaj e Cechov – di una commedia tinta di umorismo nero, celebrando la fine dell'umano attraverso l'agire indiscriminato di figure grottesche, interpretate dai giovani attori professionisti della scena bolognese Alessia De Pasquale, Francesco Rovatti, Davide Russo e lo stesso Filippo Marchi. I quadri surreali che ricompongono, ne La Cattiveria, il limite tra verità e apparenza rendono visibile l'inganno, il tranello che sta alla base della guerra privata tra gli esseri "umani", le cui identità svaniscono in una pièce salace che affonda il politically correct a colpi di satira feroce. (Vincenzo Palermo)

La cattiveria

con Alessia De Pasquale, Filippo Marchi, Francesco Rovatti, Davide Russo

testo e regia Filippo Marchi

disegno luci Francesco Rovatti

costumi Maria Viscomi

Voce fuoricampo di Dio Andrea Marchi

TEATRO in controluce


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