Liberamente tratto dal testo di William Shakespeare

La commedia degli errori è il primo lavoro in proprio di Daniele Marmi e Alessandro Marini, che sono stati stregati – come i protagonisti Antifolo e Dromio – dalla mirabolante favola scenica di William Shakespeare, intuendone, oltre al già noto potenziale comico, la straordinaria attualità. La ricerca dell'altro – vero motore dell'azione, da cui scaturiscono gli errori – può leggersi oggi come angosciosa ricerca di se stessi.

La perdita di identità è cioè un tema non più ascrivibile al semplice gioco comico e se già in Shakespeare La commedia degli errori pare quasi venarsi di inaspettati significati tragici, per noi è allegoria di un essere umano sempre più straniato da sé e dagli altri, che corre contro il tempo ed è posseduto dall'errore.

E proprio dall'approfondimento di questi motivi nasce l'idea di mettere in scena lo spettacolo con due soli attori: per giocare con lo sfrenato meccanismo drammaturgico degli equivoci e perché alle peripezie dei protagonisti della "commedia degli errori", si affianchi la storia di due amici che trovano nel Teatro il punto di incontro più alto.

"I due protagonisti non denunciano il loro stato di attori – altri da sé – bensì di esseri umani in quanto tali, con le proprie necessità, ansie, debolezze, follie, ilarità, scontri, malesseri, inquietudini, collere; tutto ciò insomma che accade ai giovani che affrontano da soli, senza cercare una guida, la propria vita. Grazie alla visione di un destino gioioso, non disdegnano di misurarsi con la propria adolescenza, magari appena trascorsa, per ridisegnare continuamente il futuro che li aspetta. Da quell'adolescenza scaturisce, quasi inconsapevolmente, il gioco del teatro dove, nel bene e nel male, si sperimenta la realtà delle cose e talvolta si fanno degli errori.

La commedia degli errori può dunque essere interpretata da due soli attori e questo non avviene attraverso il trito meccanismo del teatro nel teatro, stratagemma ormai tristemente consumato per denunciare presunte o reali impossibilità produttive o artistiche. La condizione dei due protagonisti è vera, reale ed esprime un bisogno, una necessità giovanile di rapportarsi all'altro, di scoprire l'altro e altro nell'altro".

Con Daniele Marmi e Alessandro Marini

regia di Eugenio Allegri


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