La donna che sbatteva nelle portedi Roddy Doyle
con Marina Massironi
regia di Giorgio Gallionescene e costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani
assistente scene e costumi Lorenza Gioberti
assistente alla regia Maurizio Mastorchio
elettricista e fonico Stefano Monni
amministratore di compagnia Monica Fondacaro
© Roddy Doyle, 1996 © 1997 Ugo Guanda Editore S.p.A.
una produzione Fondazione Teatro dell'Archivolto
E’ Marina Massironi la protagonista del nuovo spettacolo della Fondazione Teatro dell’Archivolto La donna che sbatteva nelle porte. Dopo essersi confrontato in questa stagione con le opere di Etgar Keret, Daniel Pennac, Pier Paolo Pasolini (e in passato con molti altri scrittori, da Italo Calvino a Ian McEwan, da Stefano Benni a Luis Sepulveda), il regista Giorgio Gallione ha adattato per la scena il romanzo di Roddy Doyle (pubblicato in Italia da Guanda nel 1997), un viaggio duro ma vitalissimo in una vicenda potentemente contemporanea.
Marina Massironi, David di Donatello e Nastro d’argento per il film di Silvio Soldini Pane e Tulipani, nota al grande pubblico per il suo sodalizio con Aldo, Giovanni e Giacomo, alterna da sempre il teatro al cinema e alla televisione; con l’interpretazione di La donna che sbatteva nelle porte affronta per la prima volta un monologo e un tema tra i più delicati ed attuali: la violenza sulle donne, calandosi nel ruolo di Paula, una donna di trentanove anni con già troppa storia alle spalle.
Padre misogino e madre sottomessa, Paula già da adolescente ha voglia di fuggire da una famiglia che non la sa amare e da una scuola che la etichetta come una ragazzina stupida e amorale.
Tutto cambia quando, qualche anno dopo, diventa la “Signora” Spencer, la moglie di Charlo, il bello del quartiere, sicuro, vincente, carismatico. Lui la fa sentire amata, rispettata, temuta. Charlo è la felicità, il sesso, la speranza, il riscatto. Poi arrivano i figli. Charlo, che beve pesantemente, perde il lavoro e la vicenda precipita improvvisamente nelle profondità di un dolore fisico e psicologico, dove lo sbattere la testa nelle porte diventa per Paula metafora per nascondere la violenza subita dal marito. Così Charlo, poco alla volta, diventa l’inferno. Schiacciata dalla situazione anche Paula cerca rifugio nell’alcol. Piena di sensi di colpa nei confronti dei figli e di vergogna, non riesce a dire la verità ai medici, che forse non vedono o scelgono di ignorare la sua situazione.
Esattamente come il libro, scritto da Roddy Doyle con una sensibilità e una rara capacità di descrivere ed analizzare l’universo femminile (quasi una metamorfosi), il monologo teatrale si sviluppa come un flash back, narrato dalla protagonista dalla soglia della propria abitazione, nel momento in cui trova finalmente la forza di ribellarsi e riesce a buttare fuori di casa il marito.
Proprio per questo motivo Giorgio Gallione, assieme allo scenografo Guido Fiorato, ha scelto di ambientare lo spettacolo in una stanza interamente foderata di prato. Uno spaccato della casa degli Spencer, ma ibrido fra interno e esterno.
“Abbiamo portato in scena una storia tragica nel senso moderno del termine” dice il regista, “anche se a tratti felicità e sorriso si intrecciano al dramma, disegnando un ritratto di donna difficile da dimenticare”.
Il romanzo “La donna che sbatteva nelle porte” è pubblicato in Italia da Guanda.
Informazioni, orari e prezzi
Sala Umberto
Via della Mercede 50 – 00187 Roma
Tel. 06 6794753 - Fax. 06 69787516
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì
ore 21:00
II Mercoledì
ore 17:00
Sabato
ore 17:00 e 21:00
Domenica
ore 17:30
Lunedì riposo
Dove e quando
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