Dove s'incontrano i Duran Duran e Jean-Luc Godard, i consigli dell'endocrinologo e Il diavolo in corpo, Siouxsie, i tarocchi e una giovanissima Meryl Streep? Nei tanti numeri di Ragazza In, il settimanale per adolescenti degli anni '80, tra le cui pagine si coglie l'immagine di una società in trasformazione. Tra un fotoromanzo romantico e un'intervista al divo del momento però, la rivista fa una scelta dirompente: affida la rubrica Inquietudini, dedicata alla posta delle lettrici, alla scrittrice e attivista Lea Melandri una delle voci più originali e lucide del femminismo italiano.
Non poteva che partire da questa esperienza la rassegna Inquietudini che fino al 20 febbraio al Quarticciolo investiga e racconta l'adolescenza, il primo appuntamento infatti l'11 e 12 febbraio alle 21.00 è con LA MAPPA DEL CUORE DI LEA MELANDRI scritto proprio a partire dalla rubrica di corrispondenza Inquietudini (che dà il nome a tutta la rassegna) su Ragazza In. In scena Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi del collettivo Ateliersi (anche con Francesca Pizzo|Cristallo) che conducono un viaggio emotivo attraverso quelle lettere intrecciando le urgenze e gli ardimenti sonori di allora con le risonanze presenti.
Il 12 febbraio (ore 18.00) prima dello spettacolo Francesca De Sanctis, per la rassegna TBQLetteraturaDuemila, incontra Lea Melandri, autrice del volume La mappa del cuore. Lettere di adolescenti a una femminista (Enciclopedia delle donne).
NB: La partecipazione agli eventi richiede l'esibizione del green pass rinforzato, dai 12 anni in su, e l'uso della mascherina ffp2 secondo le normative covid 19 vigenti.
Lea Melandri
Figura tra le più significative e autorevoli del femminismo italiano, autrice di testi teorici fondamentali come L'infamia originaria, Lea Melandri aggiunge al suo complesso profilo intellettuale una grande simpatia, una bellissima voce da mondina (di cui conosce l'intero repertorio), una testa di capelli rossi e ribelli che insieme agli occhi di un azzurro profondo fanno di lei una donna molto bella.
Lea (Maddalena) nasce a Fusignano, paese della campagna romagnola, in una famiglia di mezzadri (…) Grazie ai sacrifici dei genitori, frequenta il Liceo Classico di Lugo pedalando ogni giorno per gli otto chilometri del tragitto tra casa e scuola, un'esperienza che porterà per sempre nella memoria. Conseguita la maturità col massimo dei voti, vince nientemeno che il concorso per la Scuola Normale di Pisa, università di eccellenza che ha formato buona parte della classe dirigente e del ceto intellettuale italiano del dopoguerra. Ma, superato il biennio, decide che la Normale non fa per lei. Torna al paese e inizia a insegnare come supplente nello stesso Liceo dal quale era appena uscita (…) Si laurea poi in Lettere e Filosofia all'Università di Bologna con una tesi di storia moderna, (…) Inizia nel 1966 la sua carriera di insegnate di ruolo al Liceo Scientifico, e tutto sembra avviarsi verso una tranquilla routine, quando con un colpo di scena degno della protagonista di un romanzo, fugge improvvisamente a Milano lasciando tutto alle spalle: la famiglia, il lavoro, il paese ma soprattutto un matrimonio forzato che verrà annullato solo molti anni dopo. A dispetto delle conseguenze dolorose che agiteranno per anni i rapporti con la sua famiglia d'origine, questa scelta di libertà risulta davvero determinante per gli sviluppi futuri della sua vita. Di lì a poco scoppia il '68 e dalla scuola media di Melegnano dove insegna, Lea scopre quasi per caso le assemblee del movimento non autoritario degli insegnanti, cui darà subito un'adesione appassionata. Nello stesso milieu politico e culturale avviene poi l'incontro con Elvio Fachinelli, psicoanalista e leader della pratica non autoritaria nella scuola, determinante per la sua vita e il suo impegno politico. Insieme fondano la rivista «L'erba voglio» (1971-1977), una pubblicazione che avrà grande impatto sul mondo della scuola italiana. Negli stessi anni Lea comincia a far parte dei gruppi femministi milanesi, cercando di mantenere una relazione tra l'una e l'altra esperienza. Della partecipazione al movimento non autoritario nella scuola e al movimento delle donne sono testimonianza gli scritti che escono sulla rivista e che verranno poi in gran parte raccolti nel suo primo libro, L'infamia originaria (tradotto in francese e spagnolo) un vero manifesto del femminismo italiano. (…) Nel quartiere milanese Affori Bovisasca si trova a insegnare al primo gruppo di donne, prevalentemente casalinghe, che avevano deciso di tornare a scuola soprattutto per il desiderio di uscire dallo spazio ristretto delle loro case. Questo felice incontro permette a Lea di ritrovare figure familiari, storie di donne simili a quelle della sua infanzia al paese e di ripensare le teorie del femminismo sulla base dei loro vissuti concreti. Tutto ciò avrà un seguito molto importante per la storia del movimento delle donne di Milano, costituendo il primo esempio di una "scuola delle donne" (…) Nel 1986, Lea lascia definitivamente l'insegnamento per dedicarsi interamente al suo impegno nel movimento delle donne e ai suoi studi. Scelta che le permetterà un impegno non comune nelle associazioni del femminismo e la possibilità di destinare più tempo alla scrittura, ma che le costerà uno stato permanente di precarietà economica. Molte sono in questi anni le attività di Lea Melandri nel femminismo: dai gruppi di autocoscienza ai gruppi di pratica dell'inconscio, al gruppo "sessualità e scrittura", per arrivare alla creazione e direzione della rivista «Lapis. Percorsi della riflessione femminile» (1987-1997). (…) Impossibile contare le collaborazioni occasionali a quotidiani e riviste da «Carnet» a «Liberazione», a «Gli Altri» così come le conferenze e i seminari a cui partecipa in varie città d'Italia. All'inizio degli anni Ottanta (…) la scoperta di Sibilla Aleramo, le rubriche di posta del cuore e di scritture del privato sul settimanale Ragazza In (1981-1983) e su Noi donne (1990-1993). (…). Oggi è presidente della Libera Università delle Donne di Milano. (…)
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Rassegna INQUIETUDINI. ADOLESCENZA: DALLA RUBRICA ANNI '80 DI LEA MELANDRI AI SEX DATE
LA MAPPA DEL CUORE DI LEA MELANDRI
Al teatro Quarticciolo ospite d'eccezione LEA MELANDRI
Giornalista, scrittrice, tra le più significative voci sul femminismo e sui diritti civili
in scena LA MAPPA DEL CUORE DI LEA MELANDRI del collettivo Ateliersi
12 febbraio Melandri incontra il pubblico
Da Enciclopedia delle donne www.enciclopediadelledonne.it/biografie/lea-melandri
Prossimo appuntamento per la rassegna Inquietudini il 19 febbraio (ore 21.00) e il 20 febbraio (ore 17.00) con due coreografie: Grndr_Date No One di ZA Dance Works e Another With You di Dancehous più-Vidavè Crafts.
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Direzione Giorgio Andriani, Antonino Pirillo, Valentina Marini
Consulenza culturale Valentina Valentini
N.B. La partecipazione agli eventi richiede l'esibizione del super green pass rinforzato dai 12 anni in su, e l'uso della mascherina fpp2 secondo le normative covid 19 vigenti
Informazioni, orari e prezzi
Info:
tel. 06 69426222
biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it
Botteghino aperto tre ore prima dell'orario di spettacolo
Biglietti:
Prevendite disponibili su www.ciaotickets.com e nelle rivendite autorizzate
Tariffe:
intero 12€
ridotto 10€ (over 65, under 24, Convenzioni)
ridotto 7€ (under 12)
Nuove Generazioni 2 persone 15€
Spettacoli per le Scuole 7€
*ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria per Incontri e Convegni
Canali digitali:
facebook: teatrobibliotecaquarticciolo
instagram: teatrobibliotecaquarticciolo
www.teatrobibliotecaquarticciolo.it
www.tbqvoices.com
vimeo.com/tbqvoices
Dove e quando
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