Quando gli affari del negozio migliorano, la piantina inizia a morire...

New York, anni sessanta. Seymour Krelborn lavora nel negozio di fiori del signor Mushnick insieme ad Audrey, la sua giovane collega. Per via della mancanza di clientela, Mushnik pensa di chiudere il negozio quando all'improvviso Audrey gli consiglia di esporre la strana pianta che possiede Seymour. Infatti l'esposizione di quella pianta, che egli ha soprannominato "Audrey II", attira subito un cliente e Seymour spiega di aver preso la piantina (molto particolare) da un negozio cinese durante un'eclissi.

Proprio quando gli affari del negozio migliorano, la piantina inizia a morire, preoccupando Seymour. Il ragazzo prova di tutto per farla star meglio ma nulla funziona, finché egli si taglia accidentalmente un dito scoprendo che la piantina si nutre di sangue umano per vivere. Audrey II inizia a crescere gradualmente e così Seymour diventa una celebrità locale. Egli prova a chiedere ad Audrey di uscire con lui, ma lei rifiuta perché ha già organizzato un appuntamento con il suo fidanzato, il dottor Orin Scrivello, un sadico e violento dentista. Nonostante ciò Audrey segretamente ricambia l'amore che Seymour prova per lei. Di notte, non appena Seymour chiude il negozio, Audrey II inizia a parlare domandandogli di ricevere più sangue, ma Seymour spiega di non poterle più dare il proprio.

Allora la pianta gli propone di uccidere la gente per nutrirla, promettendogli che in cambio lo farà diventare ricco e famoso.

Inizialmente Seymour rifiuta l'orribile proposta della pianta, ma quando vede Audrey che viene maltrattata da Scrivello, cambia idea.

Da lì in poi gli eventi sfuggono di mano al povero Seymour in un susseguirsi di omicidi e risate, fino ad arrivare ad un finale inaspettato e "diverso".

La piccola bottega degli orrori

Regia di Piero Di Blasio

Produzione di OTI - Officine del Teatro Italiano in collaborazione con Viola Produzioni e Bottega Teatro Marche


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