Ricordi di Dino Campana e Sibilla Aleramo

La storia d'amore tra Dino Campana e Sibilla Aleramo è un viaggio senza ritorno. A questo amore sono stati dedicati racconti, film e spettacoli. Quello di e con Vinicio Marchioni in scena con Milena Mancini s'intitola La Più Lunga Ora, spettacolo protagonista della rassegna Lunga Vita Festival diretta da Davide Sacco, che andrà in scena venerdì 19 luglio alle ore 21.00 presso l'Accademia Nazionale di Danza all'Aventino. Musiche di Ruben Rigillo e Pino Marino.

Ed è proprio l'incontaminato palco dell'Accademia, ancora ignoto a molti, a farsi tempio di un Amore che ha ispirato poeti e scrittori. Dino Campana, un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri, scrive I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica che ha illuminato la letteratura europea del novecento. Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. I Canti Orfici Campana li riscrive a memoria, con uno sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, poco dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento. Cosa fa un poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni? "Essere è essere percepiti" scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più, si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi o illudersi, che quella storia sia esistita realmente. Come a "memoria" ha riscritto il suo capolavoro perché "se lo riscrivevo potevo esistere", dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli dell'amato Dino; per Alda Merini "innamorati del proprio dolore".

Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l'ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era "Il più lungo giorno"), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene. Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di riviverla, di rimetterla in scena per non perdere la memoria di se stesso. Per scoprire che non c'è nulla che possa far morire l'istinto alla poesia in ognuno di noi. Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà.

Presso ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA, Largo Arrigo VII, 5 / Aventino, Roma

LUNGA VITA FESTIVAL / III EDIZIONE

Direzione Artistica a cura di Davide Sacco

presenta

LA PIÚ LUNGA ORA

Ricordi di Dino Campana e Sibilla Aleramo

con VINICIO MARCHIONI e MILENA MANCINI

Scritto e diretto da Vinicio Marchioni

Musiche di Ruben Rigillo e Pino Marino

LUNGA VITA FESTIVAL 2019 / III Edizione

presso Accademia Nazionale di Danza, in Largo Arrigo VII, 5 | Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina, 52 | Teatro Valle, in Via del Teatro Valle, 21 | Museo delle Civiltà, Piazza Guglielmo Marconi, 14 | Mercato di Testaccio, Via Beniamino Franklin


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma