Dal 22 al 25 febbraio al  Teatro Lo Spazio, una storia vera ambientata a Napoli nella metà del '500,  che narra il  tormentato rapporto tra il principe Carlo Gesualdo da Venosa (Gianni De Feo) soprannominato "il principe compositore"e di sua moglie Maria D'Avalos,(Cloris Brosca) e del suo tragico epilogo. Tra musica e parola, le ombre dei due coniugi si affrontano in un'atmosfera intensa e suggestiva rivivendo le menzogne, le pressioni, le macchinazioni messe in opera da chi (prelati nobili, serventi) li circondava e fu corresponsabile dell'esito delle loro vite.

In una piazza notturna, dove fanno da sfondo le mura della Basilica di San Domenico Maggiore circondata da silenziosi palazzi cinquecenteschi, emergono le ombre di due personaggi: un uomo e una donna. Vestiti di cenci, potrebbero essere due clochards o vagabondi casuali senza tempo.

Siamo nella città di Napoli, in un'epoca non definita, davanti al palazzo che appartenne al Principe Carlo Gesualdo da Venosa e dove, nella notte tra il 16 e il 17 ottobre del 1590, lo stesso Principe infierì con efferata violenza sul corpo di sua moglie Maria D'Avalos e dell'amante di lei Fabrizio Carafa, Duca D'Andria. Questa la cronaca di uno dei più famosi delitti passionali.


Durante l'azione scenica l'identità dei due personaggi gradualmente si svela. Questi sono proprio le ombre dei due nobili coniugi, fantasmi senza pace costretti ogni notte a ritrovarsi per ripetere, nei secoli, lo stesso rito necessario a rielaborare gli eventi sanguinolenti del passato. Attraverso la ricomposizione dei colori del cubo di Rubik, essi rivivono tutta la gamma cromatica delle loro anime. Lui, uomo sensibile e geniale inventore dei colori della musica, raffinato madrigalista e stimato ispiratore dei tempi a venire. Lei, bellissima donna passionale e vitale. Tuttavia, entrambi vittime dei loro ruoli e del loro tempo! La Rosa, simbolo d'amore di tutte le epoche, attrae e affascina con la seduzione del suo profumo e la bellezza dei suoi colori, ma può anche uccidere con la sola punta sottile di una spina.
In uno scontro verbale dai toni rabbiosi, appassionati e talvolta violenti, i due si affronteranno e si scontreranno fino al punto di riconoscere e accettare le reciproche colpe. Solo così, in un abbandono catartico, i due fantasmi potranno infine purificare la propria anima e raggiungere la pace.

La trama drammaturgica concepisce la presenza di altri personaggi che si alternano e si contrappongono ai due protagonisti. E dunque, in questa messa in scena che si articola tra azione vivace e lettura a leggio, saranno proprio loro, Carlo e Maria, a evocare e a far rivivere, attraverso la loro voce come gli accusatori di un tribunale, tutte quelle figure intorno alle quali ruota la vicenda stessa. Così pure si mescoleranno le lingue, dallo spagnolo del 500 al napoletano antico fino al latino, attraverso un linguaggio forbito a tratti lirico ma al tempo stesso contemporaneo.

Alla parola farà da contrappunto l'elemento musicale che percorre quasi tutta la trama drammaturgica scavalcando anche in questo caso epoche e gusti.

Inoltre, due testi di Torquato Tasso scritti espressamente per Gesualdo, ma mai messi in musica da questi, sono stati ora rielaborati con musiche originali e cantati dal vivo nello stile dei madrigali.

La Rosa non ci ama di Roberto Russo - Con Cloris Brosca e Gianni De Feo - drammaturgia musicale e regia di Gianni De Feo - Impianto scenografico e costumi Roberto Rinaldi - Musiche originali Alessandro Panatteri - Aiuto Regia Alessandra Ferro - Foto e grafica Manuela Giusto

Informazioni, orari e prezzi

Orario:
da giovedi a sabato ore 21
domenica ore 17

Biglietti: intero 15 euro – ridotto 12 euro
(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)

Informazioni e prenotazioni
tel. 339 775 9351 / 06 77204149
info@teatrolospazio.it

Dove e quando

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