The Ring Around Ensemble in concerto

RING AROUND

Vera Marenco, soprano

Manuela Litro, alto

Umberto Bartolini, tenore

Alberto Longhi, baritono

Alessandro De Carolis, flauti

Giuliano Lucini, liuto

Marcello Serafini, viella, chitarra rinascimentale, chitarra barocca

Antonino Anastasia, percussioni

Programma:

                       

Adrian Willaert (c.1490-1562), dalle Canzone Villanesche alla Napoletana 1545

A quand'a quand'haveva una vicina

Anonimo, da Canzoni villanesche alla napolitana, Libro Primo 1537 - J. da Colonia

Fra quante donne sono al mondo belle

Adrian Willaert (c.1490 -1562), dalle Canzone Villanesche alla Napoletana 1545

Cingari simo venite a giocare

Giacomo Gorzanis (1525 -1578)

Gagliarda La Barcha del mio amor

Giovanni Leonardo dell'Arpa - dal Primo Libro delle Napolitane

Vorria crudel tornare

Anonimo - dalle Villotte alla napoletana a tre voci

Mi fai morire                    

Vorria morire    

Cesare Todino (1530 -1591) - dalle Canzoni napolitane, vol.II

Il vostro dolce sguardo

Anonimo, da Canzoni villanesche alla napolitana, Libro Primo 1537 - J. da Colonia

O vecchia tu che guardi

Intervallo

Filippo Azzaiolo (1530 -1569) - da Villotte del Fiore, Libro Primo, 1557

Chi passa per sta strada

Adrian Willaert (c.1490 -1562), dalle Canzone Villanesche alla Napoletana 1545

O bene mio, famm'uno favore

               

Adrian Willaert (c.1490 -1562), dalle Canzone Villanesche alla Napoletana 1545

Madonn'io non lo so perché lo fai

Adrian Willaert (c.1490 -1562), dalle Canzone Villanesche alla Napoletana 1545

O dolce vita mia, che t'aggio fatto?

Giacomo Gorzanis (1525 -1578)       

Pass'e mezzo de la rocca e'l fuso

           

Anonimo, da Canzoni villanesche alla napolitana, Libro Primo 1537 - J. da Colonia

Boccuccia d'uno persic'apreturo 

Madonna tu mi fai lo scorrucciato

Giovanni Leonardo Primavera (1540-1585) - dal Primo Libro de Canzone Napoletane (1566)

Tre donne belle fanno gran battaglia

La più antica raccolta di componimenti poetico-musicali con testi dialettali napoletani è l'unico esemplare a stampa delle «Canzone villanesche alla napoletana, Libro primo. Novamente stampate.» (J. da Colonia 1537). Questo primo testimone del genere denota la precisa volontà di creare il manifesto di una nuova forma poetico-musicale, autentica espressione dell'estro popolare napoletano. Il frontespizio mostra un'immagine in cui tre figure in abito rustico, Cantus, Tenor e Bassus, cantano nell'atto di dissodare il terreno con utensili da contadino: la connotazione popolaresca si coniuga con la scrittura polifonica, a riconciliare le due opposte tradizioni di musica simplex e ars musica. Se questo esordio pare un'operazione costruita ad arte in un momento storico propizio grazie alla ripresa conseguente al lungo soggiorno a Napoli dell'imperatore Carlo V, i contenuti stilistici ed espressivi di quei brani non sono sbocciati come fiore nel deserto: le villanesche sono davvero manifestazione del fertile incontro tra una sostanza artistica tràdita oralmente nel meridione popolare e la cultura musicale corrente nel primo rinascimento a Napoli, eppure il nuovo genere conoscerà il suo sviluppo fuori dalla città d'origine: la feroce repressione vicereale negli anni '40 porterà al declino della sua prestigiosa arte tipografica, a favore di Roma e Venezia. L'edizione veneziana delle villanesche di Willaert (Scotto, 1544) è la prima con canzoni a quattro voci ed arrangiamenti da brani di altri autori, tra cui Giovan Domenico da Nola, il maggiore tra gli autori della prima generazione: l'originalità delle sue Canzoni villanesche è stata compresa a Venezia e Firenze da compositori di tal calibro, che guardarono a quella produzione come «un dono della natura caduto loro dal cielo» (A. Einstein). Willaert fu il caposcuola a frequentare il genere, conferendo un'impronta di scrittura decisamente culta, altri poi modificarono lo stile rustico smorzando le inflessioni dialettali, portando le composizioni da tre a quattro voci, appianando le trasgressioni al contrappunto. A metà anni '50 si compie la transizione alla Villanella, che, rinvigorita sotto il profilo stilistico e 'nazionalizzata', vedrà diffusione nei Paesi Bassi, in Germania e in Francia.

La tematica amorosa pervade le liriche delle villanesche, con un campionario ampio e variopinto. Quando il tema è erotico il verseggiare è gentile se la scena racconta del puro desiderio o del corteggiamento: il testo decanta con metafore naturalistiche le bellezze della donna, talvolta soffermandosi su tratti del carattere, espressione di graziosa femminilità. Oltre l'elemento descrittivo si può ritrovare un tono di fiduciosa disposizione alla tenzone erotica, oppure il prevalere di melanconia e languida contemplazione, nel constatare la graziosa indifferenza all'amore portato, preparandosi ad una dolorosa sconfitta. In molti brani è presente il tema della trasformazione dall'umano al non-umano per poter avvicinare all'oggetto desiderato. La soavità delle melodie si accosta all'incantamento del continuo gioco di travestimenti, simbolismi e linguaggio cifrato del testo, rendendo quelle villanelle tra le più originali e seducenti dell'intero repertorio. (R. Celentani)


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