Nella doppia veste di interprete e regista, Gabriele Lavia alza il sipario dell’Argentina sul teatro
di Henrik Ibsen, mettendone in scena il malessere, i tormenti, le debolezze della società borghese
del suo tempo per denunciare la corruzione e l’ipocrisia del potere e per far emergere la verità
e la libertà individuale. Con I pilastri della società Lavia affronta temi di scottante attualità come
la menzogna sociale e la mancanza di moralità declinate attraverso i personaggi ibseniani del

testo del 1877 con cui l’autore norvegese, tra i più importanti dell’Ottocento, riformò i criteri
della sua produzione teatrale segnando una svolta verso il dramma sociale.

“Cosa sono o chi sono questi pilastri? Qual è il fondamento su cui poggia un consorzio umano?
Su cosa fonda una società di uomini? Questa è la domanda che pone il testo di Ibsen. E Ibsen
risponde con molta chiarezza, alla fine dell’opera. I fondamenti sono due: la libertà e la verità.
Libertà e verità congiunte nello stesso concetto. Nessuna verità senza libertà. Nessuna libertà
senza verità. La società fondata sull’ipocrisia, sulla falsità, cioè su fondamenta sbagliate, è una
società ‘schiava’ e non ‘libera’ dall’imbroglio, dalla corruzione. Il desiderio di ricchezza,
l’ambizione sfrenata, il potere corrotto, tolgono alla società l’appoggio su cui sostenersi e non
‘cadere in pezzi’. C’è però un terzo pilastro della società: le donne. La sommessa speranza. Forse
‘le donne’ sono il cambiamento mite che può aiutare il mondo a ‘rimettersi in sesto’?”.

Coproduzione Teatro di Roma, Fondazione Teatro della Pergola e Fondazione Teatro Stabile di Torino. Di Henrik Ibsen, regia Gabriele Lavia, traduzione ed adattamento di Franco Perrelli e Gabriele Lavia

Informazioni, orari e prezzi

Teatro Argentina

orari spettacolo:
ore 21.00
giovedì e domenica ore 17.00
sabato ore 19.00
lunedì riposo

Dove e quando

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