Uno spettacolo dedicato alla lotta contro la violenza mafiosa

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce,

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte,

senza tempo,

infinita.

(Peppino Impastato)

Dal 10 al 13 dicembre il Teatro Kopó presenta Le bombe sono tutte buttane di Giuseppe Arnone, con in scena Giuseppe Arnone e Alessandro Giova, per la regia di Simona Epifani Produzioni Teatro Kopó (PTK).

Il 9 maggio del 1978 la mafia uccide Peppino Impastato. Nella sua attività di giornalista, poeta e attivista, Peppino intralciava gli affari di potenti clan collusi col potere politico. Quello stesso giorno l'Italia è scossa da un altro terribile assassinio, quello di Aldo Moro morto per mano delle BR. Sullo sfondo di una Sicilia di fine anni Settanta caratterizzata dalla paura, dalla violenza delle armi, dai soprusi e dalle uccisioni, i due protagonisti dello spettacolo, Mimmo e Fabrizio, si incontrano e si scontrano in un "non luogo", essendo tra di loro irriducibilmente diversi. Mentre Fabrizio è un killer professionista della malavita, Mimmo è un ragazzo affetto da un particolare ritardo cognitivo che lo rende innocente e genuino, "semplice" come dicono di lui in paese. Tuttavia sono proprio le stupide intuizioni di Mimmo a rendere speciale il loro incontro. Le certezze di Fabrizio cominciano infatti a traballare e la sua visione della vita viene completamente stravolta. Le bombe – proprio quelle che hanno ucciso poco tempo prima Peppino Impastato – gli appaiono finalmente per quello che sono: macchine di morte, prive di sentimenti come le buttane.

Giuseppe Arnone, attore, intraprende la carriera artistica nella sua terra, in Sicilia, dove porta in scena un testo di Savino Lorefice, intitolato Piazza della Vergogna. Nel 2003, al Piccolo di Catania, si esibisce nel Faust, spettacolo acclamato dalla critica. Si trasferisce poi a Siena per continuare la formazione teatrale, prendendo parte ad uno stage di Marcel Marceau e ad uno di Emma Dante. Nel 2013 porta al Kopó lo spettacolo Il coraggio fa…90 e da quell'incontro nasce un'ininterrotta collaborazione.

Alessandro Giova si diploma presso la scuola di recitazione Teatro Azione diretta da Isabella Del Bianco e Cristiano Censi. Sin da subito porta in scena commedia brillanti che arrivano al Giffoni Teatro Festival. Da due anni collabora con il Centro Di Narrazione Teatro Le Sedie, diretto da Andrea Pergolari. Ha preso parte a diversi spettacoli come Il barbiere di Siviglia, Le allegre comari di Windsor, Dorian Gray, Antigone, Macbeth, Le Notti Bianche. Nel 2015 entra a far parte del collettivo della Planet Arts e partecipa alla sua prima fiction televisiva, Non è stato mio figlio, con Gabriel Garko e Stefania Sandrelli.


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