Da cinque anni Fabio Morgan conduce una ricerca artistica nelle periferie romane, trasformando il patrimonio umano, il lessico e le memorie collettive, in drammaturgia contemporanea. Dopo il debutto 2025, Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti, scritto e diretto da Fabio Morgan, torna a Roma con due nuove repliche aperte al pubblico: venerdì 10 luglio al Parco Dominique Green di Primavalle e domenica 12 luglio al Parco della Torre di Tor Marancia. Due appuntamenti a ingresso gratuito, sostenuti dal Ministero della Cultura nell'ambito del bando "Teatro Urbano e Sociale - edizione 2026", che riportano il progetto nei quartieri da cui è nato, proseguendo il percorso di Un giorno tutto questo niente sarà tuo: la residenza artistica sviluppata dal 2021 insieme agli abitanti delle case ATER di Torrevecchia e dedicata alla costruzione di una nuova drammaturgia contemporanea a partire dall'ascolto delle periferie romane.
Che cosa significa fare teatro in una città come Roma? In una capitale di oltre 1.290 chilometri quadrati, dove più di un milione e mezzo di persone vive nelle periferie e meno di centomila nel centro storico, portare uno spettacolo nei quartieri in cui è nato significa interrogare la forma stessa della città. Una città che non ha un solo centro ma molti centri. Quindici Municipi popolosi quanto città di medie dimensioni, attraversati da identità, linguaggi e comunità differenti. Una geografia che nel tempo ha prodotto una distanza non solo urbanistica, ma anche culturale, trasformando le periferie da margini fisici a luoghi in cui si leggono con maggiore evidenza le trasformazioni della società contemporanea.
È dentro questa geografia che prende forma Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti: non come un semplice spettacolo, ma come un progetto che sceglie di fare del teatro uno strumento di ascolto, relazione e restituzione attraverso la drammaturgia di Fabio Morgan e un cast di attori professionisti.
Non una tournée, non un intervento culturale calato dall'alto: le persone che hanno condiviso racconti, esperienze e frammenti di vita non sono semplicemente il pubblico dello spettacolo: sono la materia viva da cui quella drammaturgia è nata. Coautori invisibili di un'opera che restituisce alla comunità il proprio racconto trasformato in teatro. Perchè se il centro storico custodisce la memoria monumentale della capitale, le periferie raccontano il suo presente.
Una pratica teatrale diventata distintiva della ricerca di Fabio Morgan e de La Città ideale fondata sull'immersione nei territori, sull'ascolto delle comunità e sulla trasformazione delle loro memorie in nuova drammaturgia. Un metodo che non utilizza le periferie come semplice ambientazione, ma le assume come luogo di ricerca, osservazione e produzione culturale.
Ambientato nei cortili delle case popolari di Roma, Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti è un affresco corale che attraversa tre generazioni, raccontando il desiderio di spezzare un destino segnato dalla marginalità, dalla povertà e dall'assenza paterna. Al centro della storia c'è Laura, una madre che prova a costruire un futuro diverso per il figlio Ettore e a dare vita a un centro culturale nel cuore del quartiere. Attorno a lei si muovono uomini e donne segnati da fallimenti, ritorni e possibilità di riscatto, mentre una nuova generazione cerca il proprio posto in una realtà che spesso offre scorciatoie più facili che speranze.
Sessant'anni dopo lo sguardo di Pier Paolo Pasolini sulle borgate romane, Fabio Morgan non cerca di raccontare la periferia di ieri, ma quella del presente. Non si tratta di aggiornare Pasolini, bensì di raccoglierne il metodo: abitare i luoghi, ascoltare le persone e lasciare che siano le loro parole, i loro conflitti e le loro relazioni a stimolare la drammaturgia. Se Pasolini aveva intuito che ai margini della città si stavano producendo le trasformazioni dell'Italia del dopoguerra, oggi quelle stesse periferie continuano a essere uno dei luoghi privilegiati attraverso cui leggere i cambiamenti della società contemporanea.
«La periferia è il più grande laboratorio in cui si celebrano nuove istanze della contemporaneità» spiega il regista e autore Fabio Morgan. «È un luogo in cui la vita pullula ancora con tutto il suo zampillare contraddittorio e vitale. Con questo progetto siamo tornati nei territori, non per avere un'idea astratta della periferia, ma per stare dentro i luoghi, ascoltare, osservare, raccogliere storie. Chi vive in periferia vive spesso ai margini della storia, ma è proprio ai margini della storia che si crea la nuova storia. Per questo un artista, un poeta, ha il compito di raccontare ciò che accade in questi luoghi».
«Promuovere Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti significa sostenere un'idea di cultura che non resta chiusa nei luoghi deputati, ma sceglie di attraversare la città, di abitare i suoi margini, di mettersi in ascolto delle persone e delle comunità. Per la Fondazione La Città Ideale questo lavoro rappresenta un esempio importante di intervento culturale ad alto impatto sociale e territoriale. La periferia non è solo un contesto da raccontare, ma un luogo in cui produrre immaginario, partecipazione e futuro. È qui che il teatro può tornare a essere uno spazio pubblico, condiviso, necessario» spiega Valerio Toniolo, Fondazione La Città Ideale.
Promosso dalla Fondazione La Città ideale e prodotto da Progetto Goldstein, Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti rappresenta il secondo capitolo di Un giorno tutto questo niente sarà tuo. Il primo esito del percorso, Accattone agli ATER, ha debuttato nel 2022 e ha indagato la figura del padre. L'ultimo capitolo, previsto nel 2027, prenderà forma da Ragazzi di Vita e sarà dedicato agli universi delle nuove generazioni.
Le repliche del 10 e 12 luglio sono aperte al pubblico ad ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria al seguente link: https://www.eventbrite.com/cc/mamma-roma-tragedia-popolare-in-cinque-atti-4852006?utm-campaign=social&utm-content=attendeeshare&utm-medium=discovery&utm-term=odclsxcollection&utm-source=cp&aff=odclsxcollection
MAMMA ROMA
Direzione artistica e drammaturgia Fabio Morgan
con Lorenzo De Mico, Elena Giovanardi, Diego Migeni, Daniele Miglio, Sarah Nicolucci, Francesca Pausilli, Ariele Vincenti, Riccardo Viola
con la partecipazione di Nicola Donati, Claudio Grisogoni e Sara Russo
Regia Fabio Morgan, Ariele Vincenti
Aiuto regia Emiliano Morana
Costumi Giovanni Schiera
produzione esecutiva Gianni Parrella
produzione Progetto Goldstein
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