Due coppie a confronto

Due attori (Sandra Conti e Ivan Bellavista, anche autori e registi dello spettacolo), mattatori mefistofelici, piombano dirompenti nella perfetta e patinata realtà di una coppia (Alessandra Sani e Matteo Di Girolamo), che vive nella normalità di una casa come tante. I due teatranti, squattrinati alla ricerca di un ingaggio, mettono la loro arte al servizio di due persone, proponendo una serie di "pacchetti", che possano dare nuova energia alla vita a due. Ne deriva un'irresistibile sfilata di situazioni comiche, dal ritmo calzante e coinvolgente. Ad arricchire il cast artistico, Antonio Rezza che impreziosisce l'atmosfera con i suoi rumori di scena.

Il sodalizio Conti/Bellavista, (quest'ultimo, collaboratore storico di RezzaMastrella, Leoni D'Oro alla Carriera 2018) dopo il grande successo di Molière Immaginario e Un Vero Capolavoro, torna ad affrontare temi sentiti, di grande impatto, ma sempre attraverso il gioco, la leggerezza e l'ironia, ormai care e note al loro pubblico. La fantasiosa e profonda metateatralità, che contraddistingue i loro lavori, torna anche in quest'opera, in cui i sensi si moltiplicano e i piani si confondono. Il teatro entra nella vita quotidiana e ne svela la precarietà, portando alla luce un universo di temi: dalla mercificazione del corpo all'omosessualità, dalla società dell'apparire alla violenza che si cela in ognuno di noi. La solidità del rapporto di coppia è un vaso di Pandora di non detti, di frustrazioni e insoddisfazioni, pronto per essere aperto.

Due coppie a confronto convivono forzatamente durante tutto lo spettacolo e il Teatro si scontra con la Realtà. I due universi, però, vengono completamente ribaltati, stravolti: il Teatro, luogo in cui la finzione viene messa in scena, è rappresentato da due personaggi veri, sinceri, materici nella loro povertà, che combattono bestialmente per un tozzo di pane e arrivano a vendere il loro corpo, a prostituirsi; dall'altra parte, la vita quotidiana, rappresentata dalla rassicurante coppia tutta nomignoli e smancerie, si rivela ben più posticcia del Teatro stesso, e diventa ricerca di una perfezione di plastica, fasulla e inconsistente.

Gli attori passano da carnefici a vittime: vorrebbero "sfruttare" i fidanzati e arricchirsi, vendendo loro delle messinscene. Diventano, invece, gioco e feticcio degli altri due, materia plasmabile senza identità, pronta a diventare oggetto, animale, personaggio e caricatura. La guerra all'ultimo sangue si conclude con la morte del teatro stesso, che rischia l'estinzione in quanto sempre più autoreferenziale, narcisista, affamato di gloria. Ne emerge un'amara consapevolezza, la feroce critica di chi vive questo mestiere ogni giorno.

MEGLIO STASERA CHE DOMANI

uno spettacolo di Sandra Conti e Ivan Bellavista

Rumori di scena di Antonio Rezza

con Ivan Bellavista, Sandra Conti,

Alessandra Sani e Matteo Di Girolamo

Assistenza alla creazione e coreografie di Francesca La Scala

assistenza tecnica Andrea Zanarini

Fotografie di Barbara Sanna Murgia

Musica "Ti diamo quello che vuoi" di Mauro Conti

con il sostegno di Teatro Vascello La Fabbrica dell'Attore


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