All'Argot Studio di Roma all'interno della sezione small della stagione La felicità è una cosa semplice sarà in scena - per soli due giorni - lo spettacolo Mi chiamo Aram e sono italiano di Gabriele Vacis e Aram Kian, per la regia di Gabriele Vacis.

Una classica infanzia degli anni Ottanta, vissuta nella periferia industriale di una grande città del Nord, fra tegolini del Mulino Bianco e compagni di scuola strafottenti; una banale adolescenza anni Novanta, condita di musica grunge, cortei studenteschi e serate in discoteca; una comune giovinezza a cavallo del nuovo secolo, fatta di inconcludenti anni universitari e lavoro che non si trova. Ritratto tipico di un trentenne italiano. Solo che, quando il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano un po'... "Io sono uno di quelli che si riempiono lo zainetto di esplosivo e fanno saltare la metropolitana di Londra… Se uno alto, biondo venisse qui a dirti: ho lo zainetto pieno di bombe… tu ti metteresti a ridere, no?… Ma se te lo dico io? Un brivido ti viene, no? Solo perché sono basso e nero. Che poi non sono neanche tanto nero, al limite un po' olivastro…"In bilico fra incanto, ironia e tragedia, Synagosyty racconta la storia dei nuovi italiani, i figli degli immigrati, le cosiddette "seconde generazioni". Attraverso la voce dell'attore protagonista, Aram Kian, Gabriele Vacis costruisce un testo che è uno stralcio di vita e di memoria e, insieme, uno sguardo al futuro di una società che impara, giorno per giorno, a dare un significato all'aggettivo "multietnica".
ARGOT STUDIO
STAGIONE SMALL


MI CHIAMO ARAM E SONO ITALIANO
di Gabriele Vacis e Aram Kian
con Aram Kian
scenofonia Roberto Tarasco
regia Gabriele Vacis
organizzazione Nidodiragno

Informazioni, orari e prezzi

Orari spettacoli:
dal martedì al sabato ore 20.30
domenica ore 17.30

Biglietti:
12 euro (intero)
8 euro (studenti e over 65)

Info:
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Dove e quando

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