Performance che attinge dalla tradizione culturale persiana

Nato nel 1974 a Shiraz (Iran), Ali Moini vanta un percorso eclettico e versatile che lo porta dallo studio dei canti e delle musiche tradizionali iraniani, alla performance e alla danza al fianco di artisti come Meg Stuart, Lisa Nelson o Deborah Hay. My Paradoxical Knives è una performance che attinge dalla tradizione culturale persiana e che lega insieme le poesie del poeta Sufi del XIII secolo Rumi e i movimenti alla base della pratica roteante dei dervisci.
Il tradizionale abito Sufi, rappresentazione di sicurezza e uguaglianza, è tramutato dall'artista in una fonte di pericolo: ora composto da cinghie, infatti, collega dei coltelli al corpo del performer come fossero strumento di difesa e contemporaneamente di minaccia. Girando e cantando le poesie di Rumi, Moini lascia sollevare queste armi per puntarle verso il pubblico.
Questa danza rituale cambia così il suo significato, diventando un mezzo per interrogare la forza delle tradizioni e della poesia, le misure di sicurezza poste nella relazione tra artista e pubblico o la percezione di minaccia dinanzi a una cultura diversa. Quanto è veramente possibile avvicinarsi a un'identità distante da noi?

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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