Raccontare queste storie vuol dire andare a raschiare le ferite profonde, vuol dire sapere che ciò che poteva essere non è stato; stava per accadere, ma poi, qualcosa è successo: una maledizione, una distrazione, un errore di manovra della nostra fragile imbarcazione, e tutto finisce.
Chi ha fatto naufragio lo sa: non avviene tutto in un attimo, anzi. All'inizio si vuole credere in un falso allarme, poi si ragiona sul come addrizzare la chiglia e ormai in acqua si spera per lungo tempo nei soccorsi. Chi ha fatto naufragio lo sa, i soccorsi non arrivano.
Qui si racconta di naufraghi di mare e naufraghi di terra. Superfluo spiegare la differenza, inevitabile capire che i concetti, come i destini si sovrappongono. Qui si racconta il naufragio durante, sentirlo raccontare può far male, lo so.
Non so se era necessario, non so. Mettiamola cosi: è una fotografia del presente, di quelle in cui veniamo male, colori alterati e rughe bene in vista. Forse non era necessario ma non sempre si può vivere in posa".

Naufragio al largo delle coste siciliane
Di e con Enzo Alaimo
Musiche Madya Diebate
Circolo Gianni Bosio per la Giornata Mondiale dei Rifugiati

Enzo Alaimo

"1 Detto d'imbarcazione, affondare in mare, andare a picco; detto di persone imbarcate, fare naufragio
2 Fig. Fallire, non riuscire: il progetto è naufragato
3 Lett. Smarrirsi: lasciarsi andare a uno stato di oblio

Informazioni, orari e prezzi

Ore 21.00

Intero: € 10,00
Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

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