In occasione del Giorno della Memoria 2020

Nell'ambito degli appuntamenti coordinati da Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2020, MEMORIA genera FUTURO, la Compagnia Teatro della Luce e dell'Ombra presenta al Teatro Tor Bella Monaca OLOKAUSTUS 1944.

Lo spettacolo prende spunto da "Il Dolore" di Marguerite Duras e "La Specie Umana" di Robert Atelme, un dittico fondamentale della riflessione morale contemporanea" "L'accostamento fra i due testi è dovuto non a mere ragioni biografiche – Robert Antelme era il marito di Marguerite Duras – bensì al loro asimmetrico corrispondersi nel tentativo di mettere in discorso l'esperienza impossibile della verità" B.Moroncini "Il discorso e la cenere".

La testimonianza della deportazione e della sopravvivenza nei campi di concentramento nazisti, lasciata da Robert Antelme ne "La Specie Umana" è considerata (insieme a "Se questo è un uomo" di Primo Levi) una delle più importanti ed incisive, tra la sterminata letteratura concentrazionaria che lasciarono i sopravvissuti a quella esperienza inumana. Nonostante in Italia sia poco conosciuto, Robert Antelme viene universalmente considerato come un autore fondamentale per chi voglia indagare e conoscere l'argomento. Di lui non si sa quasi nulla, pubblicò poco o nulla dopo il suo capolavoro. Nello spettacolo "Olokaustos" è stato inserito un estratto da una sua poesia, una delle uniche quattro poesie che pubblicò su una rivista (mai tradotte o pubblicate in Italia) un mese prima di essere arrestato. Al suo ritorno non pubblicò più nulla in versi. Il suo migliore amico Dionys Mascolo, disse che Robert provò ancora a scrivere, ma avendo sperimentato il limite della parola, inadatta a tramandare la tragedia dello sterminio e della prigionia, non riuscì a portare a termine nessun'opera. Robert venne arrestato perché entrò in contatto con la Resistenza: aiutò François Mitterrand (futuro Presidente francese) a nascondersi. Un giorno, mentre aspettavano François, la Gestapo fece irruzione a casa della sorella di Robert, Marie Louis. Squillò il telefono. Per due volte Marie Louis rispose dicendo a François di aver sbagliato numero, nonostante la Gestapo, armi in mano, le intimasse di farlo cadere in trappola. François si salvò così. Marie Louis, arrestata insieme a Robert, non tornò mai più dai campi di concentramento. Aveva ventiquattro anni, la "Specie Umana" è dedicata a lei.

Marguerite Donnadieu Antelme ( che successivamente diventerà Marguerite Duras, autrice , sceneggiatrice e regista; ricordiamo "Hiroshima mon amour"; "L'amante"; "India song"; "una diga sul pacifico") non era nell'appartamento in rue Dupin quando vennero arrestati suo marito Robert e sua cognata Marie Louis. Vivrà in solitudine gli ultimi mesi dell'occupazione nazista, con l'unica compagnia di Dionys Mascolo (filosofo e scrittore), suo amante e amico di Robert. Quarant'anni dopo questi eventi, nel 1985, Marguerite Duras pubblicherà "Il Dolore", un testo straordinariamente intenso e crudo, basato su dei diari che lei stessa scrisse negli anni della guerra e che avrà il coraggio di pubblicare solo nel momento in cui il suo ex marito Robert, paralizzato in seguito ad un'operazione, non potrà leggere.

A Parigi, luogo che tutt'ora fa da sfondo alle vicissitudini storiche più significative del mondo occidentale, il senso della storia e dei rapporti umani, viene indagato, ricercato, nel tentativo di far emergere la verità, da sempre conosciuta eppure ignorata, che riguarda tutti, senza distinzioni di lingua o razza: "Siamo sacri, liberi. Unici. Sempre una sola, unica, specie umana."

OLOKAUSTOS 1944

Parigi 1944. Marguerite ha notizia della liberazione del campo di concentramento in cui è stato deportato suo marito Robert, arrestato dalla Gestapo mesi prima, poiché membro di un gruppo di resistenza. Marguerite è in attesa. Non sa se il marito è ancora vivo, non sa se tornerà o se potrà seppellirne il corpo. Vive nell'angoscia, mentre il popolo francese gioisce per la liberazione dall'occupazione nazista. Robert è una presenza fantasma nella vita di Marguerite, un'assenza gigante come un mito. I mesi passano, ogni volta che il telefono squilla Marguerite si sente morire. Robert tornerà, salvato per miracolo dai suoi amici che lo trovarono morente, irriconoscibile a causa delle sofferenze vissute, a Dachau. Per due settimane sarà in bilico tra la vita e la morte. Durante il delirio, non smetterà mai di raccontare, in un fiume di parole, come il vagito di un neonato, come se avesse bisogno di respirare parole per poter rivivere. Marguerite salverà la vita di Robert, ma nessuno potrà ridargli la vita di un tempo. È una storia sulla potenza del dolore e sul distacco autentico, irreparabile, che la guerra ed il sopruso causano all'essere umano.

direzione artistica Gennaro Duccilli

scene Sergio Gotti

regia Eleonora Cardei

con Eleonora Cardei, Giordano Luci e Gianfranco Draicchio

Teatro della Luce e dell'Ombra


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