Con quattro danzatori, il coreografo indaga la relazione che intercorre tra musica e visione

Torna a REf18, dopo aver presentato ELVEDON nel 2016, Christos Papadopoulos, coreografo greco membro fondatore della compagnia Leon and the Wolf, con la quale conduce una ricerca sulla natura del gesto a cavallo tra danza e performance.
Opus, la sua ultima coreografia, indaga la relazione che intercorre tra musica e visione, cercando di fuggire ogni clichè e pantomimica rappresentazione del suono. Ciò che interessa Papadopoulos, infatti, è la ricerca di uno status di verità e di realtà del performer, qui intento a vivere ed esperire insieme al pubblico l'Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach.
Quattro i danzatori in scena per visualizzare questo capolavoro della cultura musicale occidentale, esplorare le nostre reazioni automatiche e impulsive quando ascoltiamo la musica, trascinarci in un luogo immacolato capace di estrarci dalla quotidianità e, contemporaneamente (come nella composizione di Bach), lasciarci percepire un senso del divino incarnato dalla natura, dal corpo e dal suo movimento.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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