Come spiegare sedici anni centrali nella storia del secolo scorso, la storia politica, sociale, economica da una prospettiva che non era mai stata pensata?
Paolo Fusi cerca una strada seguendo il filo della musica di quegli anni e la usa come fosse il grimaldello con cui scassinare i segreti della storiografia ufficiale. Lo fa in una maniera del tutto particolare e collettiva e in questa prima uscita pubblica, come fosse una prova aperta o il rilascio della versione beta di un nuovo software, cerca la complicità dello spettatore chiedendogli di agire e condividere. Una maniera anche irriverente per commentare e spiegare il corso di decisioni fondamentali come quella che ha posto fine al capitalismo e alla guerra fredda; per spiegare le decisioni che hanno determinato la crisi del sociale, del welfare, della democrazia in cui siamo sprofondati mentre eravamo occupati a vivere, senza accorgersene, senza comprenderne le possibili conseguenze.

"Abbiamo raccolto la sfida dei grandi retori del passato - spiega lo stesso Fusi- i tribuni che spiegavano dal palco i mutamenti della società e dell'economia e cercavano di risolverne i problemi dialogando con la gente, sentendosi gente. Ma noi non siamo tribuni, siamo solo sognatori e cittadini che cercano di essere consapevoli ed aperti. Abbiamo raccolto la sfida del pathos cantautoriale, ma credendo che Cantacronache, Francesco Guccini, Fabrizio De André, George Brassens, Jacques Brel e soci non siano la frontiera ma l'inizio, la scoperta. Anche musiche complesse e potenti sono cantautorato se hanno un messaggio complesso che la poesia rende immediatamente accessibile. Abbiamo raccolto la sfida del Teatro Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, e l'abbiamo portata alle estreme conseguenze, perché non è tempo di limitarsi a ragionare sull'amore ed i dolori personali, bisogna dare a tutto una prospettiva totale, che comprenda tutti ed offra una via d'uscita".

La tetralogia: estate-autunno-inverno-primavera

Paolo Fusi con gli Osama Sisters si agitano tra teatro e canzoni con l'intenzione di raccontare gli accadimenti sociali, politici ed economici del cosiddétto secolo breve, fino ad approdare ai giorni nostri.

Suddividono la storia recente in quattro stagioni, traendo da ognuna uno spettacolo. La tecnica utilizzata è sempre la stessa e prevede che il racconto di quegli accadimenti sia legato dalla musica dei rispettivi periodi di riferimento.

Il primo dei quattro ad essere stato realizzato è L'estate infinita. La realtà dietro il sogno di sette anni indimenticabili (1966/1973): fatti, trionfi, tragedie, ma soprattutto musica.

Come foglie d'autunno è il secondo tassello di questo percorso.

A Come foglie di Autunno farà seguito l'inverno, e a conclusione arriverà di nuovo la primavera, anche come metafora, quasi a voler suggerire che una nuova via per l'umanità è ormai più che necessaria.

Paolo Fusi, 55 anni, romano, ha scritto di crimine finanziario internazionale per il Sunday Times, il Frankfurter Allgemeine, il moscovita Vslux, il Tages Anzeiger di Zurigo. Dopo l'11 settembre ha lasciato il giornalismo per dedicarsi all'attivitá di consulente per ONG e aziende di due diligence. Parallelamente coltiva la carriera artistica e predilige la forma del teatro canzone.

Logos productions

presenta

PAOLO FUSI & OSAMA SISTERS
in
"COME FOGLIE D'AUTUNNO"

La realtà sugli anni della fine del capitalismo e della guerra fredda (1974/1990): la crisi del sociale, del welfare, della democrazia e la musica di questa crisi.

Uno spettacolo di teatro-canzone
da un'idea di Paolo Fusi ed Emanuele Cannatella.

Promozione e ufficio stampa
Come foglie d'autunno

COME FOGLIE D'AUTUNNO
LA REALTÀ SUGLI ANNI DELLA FINE DEL CAPITALISMO E DELLA GUERRA FREDDA (1974/1990): LA CRISI DEL SOCIALE, DEL WELFARE, DELLA DEMOCRAZIA - E LA MUSICA DI QUESTA CRISI

Incipit

"L'autunno arrivò senza preannunciarsi, mentre noi ci accingevamo a festeggiare un'altra estate di gioia e ottimismo. Nonostante lo scandalo Watergate, la caduta di Nixon, e la deposizione di quasi tutti i leader del Patto di Varsavia, oltre alle rivoluzioni fasciste in molti dei Paesi in via di sviluppo, noi guardavamo ancora film come Il laureato e Jesus Christ Superstar e pensavamo che le cose migliorassero come in un'allegra giostra assolata. Invece il capitalismo industriale era appena morto, e non ce ne eravamo accorti. La musica che avevamo amato stava cambiando, diventando, essa sì, sempre più industriale. Le banche assumevano per la prima volta il controllo apparentemente coordinato sull'economia e sulla politica. L'autunno fu un periodo in cui il mondo cambiò senza che ce ne accorgessimo, in cui l'Unione Sovietica ed il suo Impero si sbriciolarono, e la Guerra Fredda, che era sostanzialmente terminata nel 1974, con la crisi petrolifera, divenne un'immane messa in scena fatta per tranquillizzare il mondo intero, o forse per distrarlo.
Il mondo arabo entrava in scena estremizzando ciò che avevano fatto fino ad allora i sovietici che invece di redistribuire il reddito e aumentare la ricchezza interna, centralizzano sempre più il potere economico in poche mani. Si capisce che il petrolio non durerà in eterno e così il mondo comincia a deindustrializzarsi e i sindacati a sbiadire. Questo è l'autunno dei diritti umani, diritti che cadono come foglie dagli alberi sotto il ticchettio dei chicchi di grandine. Sotto quella grandinata la musica, prima della consapevolezza, grida il dolore della fine della speranza".

"COME FOGLIE D'AUTUNNO"
LA REALTÀ SUGLI ANNI DELLA FINE DEL CAPITALISMO E DELLA GUERRA FREDDA (1974/1990): LA CRISI DEL SOCIALE, DEL WELFARE, DELLA DEMOCRAZIA - E LA MUSICA DI QUESTA CRISI

Autore: Paolo Fusi
Produzione: Logos Production
Con: Paolo Fusi & Osama Sisters
Musicisti: Augusto Ferretti (tastiere) - Emanuele Cannatella (voce e sax) - Paolo Fusi (voce e chitarra acustica) - Matteo Marchi (batteria) - Leonardo Marcucci (chitarre)
Musiche originali: Paolo Fusi
Musiche di: Giorgio Gaber, The Cure, Bryan Adams, Brian Ferry & Roxy Music, Eagles, Tears for Fears, The Pretenders, Bruce Springsteen & the E Street Band, Claudio Lolli, Duran Duran, Edoardo Bennato, The Stranglers, Dire Straits, Guns n' Roses, Huey Lewis & The News, Joan Jett & The Blackhearts, Van Halen, The Knack, Talking Heads, The Clash, Spandau Ballet, The Ramones, Bob Geldof & The Boomtown Rats, Emerson, Lake & Palmer, Ivan Graziani, The Police, Thin Lizzy, The Bangles, Elton John, Enrico Ruggeri, Herbert Grönemeyer, Nik Kershaw, AC/DC, A-HA, Depeche Mode, Eurythmics, Peter Gabriel, Kool & The Gang, Michael Jackson, Stevie Wonder, The Bee Gees, The Madness, Bronski Beat, Francesco De Gregori, Frank Zappa & The Mothers of Invention, Gentle Giant, Prince & The Revolution, John Denver, Midnight Oil, Keimzeit, U2, Ton Steine Scherben, The Allman Brothers.
Arrangiamenti: Leonardo Marcucci.
Immagini: Alessandro Galluzzi - Vera Suprani - Claudio Oliva
Costumi: Le CostuMistiche
Organizzazione: Michela Cohen
Promozione e ufficio stampa: Riccardo Rozzera

Informazioni, orari e prezzi

Ingresso libero

Info:
334.3752368
Possibilità di apericena a € 13

Roots Island
Riccardo Rozzera
39.393.9818120
roots@rootsisland.com

Dove e quando

Potrebbe interessarti in Spettacoli