Uno spettacolo dell'associazione culturale Grado Zero

Due donne si trovano a condividere lo stesso, inaspettato, destino.

Una lunga attesa le porterà a confrontarsi su debolezze e convinzioni, su ricordi e rimpianti, ideali e progetti.

In uno spazio-tempo sospeso sull'eterno, due donne, due persone comuni che il destino scaraventa in una storia non comune, raccontano brandelli di un antieroico quotidiano…

Il dolore è eterno, dice Saba, ha una voce che non varia.

Il dolore è eterno e universale, e sempre e per tutti ha la stessa invariabile voce; il dolore (come la gioia) ci rende tutti uguali e umani.

Gli insetti stecco dell'isola di Lord Howe e una stazione ferroviaria; il colore che non c'è e una panchina desolata: questo è Pensiero Debole, uno sguardo che spia l'inaccettabile.

Se è vero, come scrisse Antoine de Saint-Exupéry, che l'essenziale è invisibile agli occhi, a "Pensiero Debole" bisogna rendere il merito di un'impresa non facile: rendere visibile ciò che è essenziale. Ma che cos'è questo essenziale? È il ricordo, è la memoria, è il sogno infranto, il rimpianto provato, è un libro mai finito, una sigaretta mai spenta. L'essenziale è la vita, o per meglio dire tutto ciò che di essenziale abbiamo nella vita si manifesta grazie a due giovani donne, Maria e Mimì, che si confrontano e si scontrano in un luogo senza tempo, in un divenire di emozioni sempre più profonde e delineate, stringendosi in un destino comune, un abbraccio senza fine.

Regia di Rinaldo Clementi


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