Lo spettacolo per la prima volta in versione integrale

L'intima riflessione di Valentino Infuso sull'essere umano, sul femminile, è ora completa! Per la prima volta in versione integrale, il premiato PFF (piano forte forte) con Valentina Cidda Maldesi sale sul palco del Teatro Lo Spazio di Roma, a tre mesi di distanza dalla prima apparizione nella capitale.

"Credo che ciò che colpisce di più di questo spettacolo sia la commistione tra parole, musiche e movimento – riflette lo stesso Valentino Infuso (che peraltro interpreta Michelangelo nello spettacolo-evento di questi giorni a Roma: "Giudizio universale") -. E' una caratteristica lampante di questo lavoro, molto fisico. L'aspetto performativo fisico è tosto e colpisce. Di fondamentale importanza è la straordinaria capacità espressiva di Valentina, sia da attrice sia da pianista. E' difficile trovare nella stessa persona un livello così alto in entrambe le discipline. Questo è uno spettacolo che potrei fare solo con lei".

PFF (pronunciato onomatopeicamente con la f prolungata) e? un soffio capace di far vibrare le viscere, e? racconto di donna, il racconto di un essere umano, e? la storia di una vita o di tante vite. PFF e? una favola oscura, tenera, ironica, spietata, sanguigna, e? un sogno lucido reso vivo con sudore, con grazia e ancora sudore.

PFF è un assolo per corpo femminile e pianoforte, uno sberleffo di ironia e amara comicità. In scena una donna e un pianoforte ma, dall'invisibile, personaggi evocati e plasmati con note, parole, gesti e silenzi. Un'opera inedita, dove corpo, parola e musica, composta appositamente ed eseguita dal vivo dall'attrice e performer stessa, vanno a creare una tela fisica e narrativa dalle innumerevoli sfumature. Tre sonate, un'opera alchemica, un viaggio a cui non si assiste, ma in cui ci si immerge, senza respiro...

 

Sonata Prima: le origini del male

La nascita, l'infanzia e i momenti salienti in cui si fissano quei germi, nel bene e nel male, che porteranno l'individuo ad essere quel che crede - o che gli hanno fatto credere - di essere.

 

Sonata Seconda: l'ostinato inferno

Le situazioni, le persone, le dinamiche che l'individuo si crea, richiama a sé, ripete all'infinito, in un processo perpetuo di ritorno alla sofferenza primordiale; come a dire che scegliamo noi, più o meno consapevolmente, gli scenari e i "mostri" che ci tormentano, l'inferno, appunto, che ostinatamente ricreiamo.

 

Sonata Terza (INEDITA): trasmutazione e guarigione

L'inferno come prova per trasmutare, ossia cambiare il proprio stato essenziale, svilupparlo, trasformarlo al fine di espandere il proprio essere, una via da trascendere perché si apprenda la verità di quello che si è e a cui si è chiamati, e liberarsi infine dalla propria limitata condizione, verso una nuova prova, un nuovo sviluppo.

 

L'idea di questa creazione nasce dalla profonda esigenza artistica di Valentina Cidda Maldesi di raccontare la Vita attraverso la sua personale relazione con il pianoforte, una relazione con lo strumento che dura dai tempi dell'infanzia, viscerale, difficile da spiegare. La geniale scrittura e la regia non lineare di Valentino Infuso hanno dato forma e vita a questa idea, resa vera, universalmente ed emotivamente coinvolgente.

 

PFF (Piano Forte Forte) è stato premiato alla sua presentazione, con soltanto la prima sonata, l'estate scorsa al Jazzit Festdi Feltre (Vincitore del premio della giuria nella sezione corti teatrali) ed è andato in scena al Festival Mercantia di Certaldo, oltre che a Lucignano, a Sorrento e poi a Roma.

 

"Lo spettacolo inizia e troviamo la bambina in posizione fetale sopra il pianoforte - racconta Alessandro Gigli, direttore artistico del Festival Mercantia - pianoforte che verrà utilizzato in ogni modo come unica scenografia teatrale, utilizzato non come semplice figura, ma come palcoscenico dell'attrice, come oggetto mobile, come pianoforte da suonare e suonare bene con le mani, con i piedi e con altri parti del corpo. L'attrice Valentina Cidda ti ferisce, ti accarezza, ti coinvolge in un turbine di emozioni, in un rapporto cuore a cuore, ravvicinato come nell'arte di strada, come nel teatro, come nella ricerca e sperimentazione, come nel Quarto teatro come lo chiamiamo noi... Sguardo potente, timido e impaurito, storia vera, certamente vera nella sua spietata grazia e bellezza, ti ferisce il dramma nella nostra consueta umanità, sprazzi d'ironia, di velata poesia, il ritmo si fa incalzante, buio e luce, luce e buio, ti viene voglia di abbracciarla, di consolarla, di spostare il pensiero e dirle quanto sei brava! E quanto sei bravo vien naturalmente da dirlo all'autore del testo Valentino Infuso, nonché regista dello spettacolo. Un vero maestro. Un'alchimia perfetta il duo Cidda-Infuso. Regia e drammaturgia superlative per una meravigliosa interpretazione".

 


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