E' uno spettacolo coinvolgente dove la narrazione fa da maestra, il racconto è supportato dal suono di tre tamburi

È un giorno come tanti altri a teatro ma la visione di tre tamburi posizionati sulla scena ispira i tre narratori, il ritmo inizia a risuonare e la narrazione inizia a scorrere come un fiume in piena.

"Pinocchio è la storia di un burattino, no, di un pezzo di legno, meglio dire di un ragazzino disobbediente", queste le parole pronunciate dai narratori, a volte insieme, a volte soli e altre volte insieme ai tanti Pinocchi che trovano sulla scena.

Uno dopo l'altro, interrompono i loro personali racconti per dare vita a scene drammatizzate in cui burattini e oggetti di scena raccontano le più importanti avventure di Pinocchio, che, a mano a mano che lo spettacolo va avanti, diventa burattino, marionetta, poi maschera e poi pupazzo.

Tutti, pubblico compreso, si trovano a danzare nel paese dei balocchi e tutti si sentiranno per un momento nella pancia del pescecane e poi si sentiranno liberi di diventare bambini, come Pinocchio.

Vengono usati nello spettacolo, come nella tecnica ritmica, tre tamburi che rappresentano la triade del potere di Jah: il "thunder drum" o tamburo basso che è il simbolo del potere e della forza, il "fundeh" che mima il battito del cuore e il "repeater" di suono più acuto che improvvisa la melodia.

Con il ritmo, che detta il tempo della narrazione, tre attori si affiancano e alternano sul palcoscenico per raccontare la storia di Pinocchio, ciascuno dal proprio punto di vista. Alcune scene sono drammatizzate e così burattini, maschere, parrucche oggetti di scena prendono la parola agli attori rendendo vive le visioni fantastiche.

In scena, in un allestimento essenziale e suggestivo ci sono molti Pinocchi, di varie forme, materia e misura per simboleggiare le numerose letture che ognuno di noi può e deve fare della celebre storia.


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