Rassegna performativa giovanile 2015

La stagione 2014/2015 ha portato grandi novità, adesso è primavera e nasce #PRIMAVERARGOT. Dal 21 aprile al 7 maggio, Argot Studio giovane ma maturo spazio dedicato da sempre alla nuova drammaturgia, presenta una rassegna dedicata a gruppi e compagnie indipendenti tra le più interessanti del panorama teatrale nazionale. Venti giorni di programmazione Argot in cui verranno ospitate sei compagnie, due co-produzioni Argot Studio e un evento speciale #SECRETSHOWMILK di Mirko Feliziani. Apre la rassegna Giochi di specchi, nuovo testo inedito di Stefano Massini ispirato al Don Chisciotte di Cervantes, presentato nella scorsa edizione del concorso di produzione Dominio Pubblico OFFicine con Ciro Masella e Marco Brinzi, segue Alice Dragstore della compagnia Occhi sul mondo in co-produzione con Argot Studio, il nuovo lavoro di MATUTATEATRO con Antigone; l’interessante lavoro MOEL scritto da Marco Andreoli, per la regia di Alessandra Fella; chiude la programmazione #PRIMAVERARGOT il primo lavoro di un percorso triennale su Anton Cechov Senza trama e senza finale di Macelleria Ettore, seconda co-produzione Argot Studio.

Non è una competizione, non è un torneo, non è una zona di "conflitto". Questa rassegna è un occasione. Uno spazio preservato per alcune delle più interessanti realtà teatrali che negli ultimi 5 anni stanno lasciando il segno. Realtà indipendenti, cioé responsabili del proprio destino da un punto di vista economico ed artistico. Questa è una stagione dentro un’altra stagione. È un segno di rinascita e di continuità.

(Francesco Frangipane - Tiziano Panici)

21-22-23 aprile 2015

Uthopia/tra Cielo e Terra

GIOCO DI SPECCHI

di Stefano Massini regia Ciro Masella

con Marco Brinzi e Ciro Masella

scena luci e costumi Silvia Avigo suono Angelo Benedetti

Un irresistibile duello teatrale fra due figure leggendarie, quella di Don Chisciotte e di Sancho Panza, alle prese con il segreto dell’esistenza e le domande che attanagliano ogni essere umano nel suo misterioso e meraviglioso viaggio sulla terra. Una notte incantata e arcana. Un sogno che forse è un presagio. L’attesa dell’alba. E del suo verdetto. Sospesi fra Beckett e due clown, i nostri due leggendari figuri erranti di una Spagna inquieta si aprono l'uno all'altro, camminando in bilico sul precipizio della vita. Ciro Masella, dopo la felice esperienza de “La fine di Shavuoth” e de “L’Italia s’è desta”, torna ad immergersi nel mondo poetico di Stefano Massini, abitato stavolta da una coppia di personaggi immortali e irresistibili.

24-25-26 aprile

Occhi sul mondo / Argot Studio

ALICE DRAGSTORE

con Matteo Svolacchia, Samuel Salamone, Daniele Aureli,

Amedeo Carlo Capitanelli e Stefano Cristofani

scene di Francesco “SKY” Marchetti

luci di Gianni Staropoli

drammaturgia di Daniele Aureli e Massimiliano Burini

regia di Massimiliano Burini

Questo lavoro nasce da un incontro con il mondo delle Drag Queen. Un incontro di qualche anno fa che ha suscitato la nostra curiosità. Siamo stati portati dietro le quinte, dove la Drag ancora non è che un idea. Siamo stati osservatori di momenti intimi, di situazioni surreali. Questo vaso di pandora cosi pieno di mistero, ci ha rapiti. Abbiamo aperto il coperchio e percorso la vita di alcune di loro, uomini la mattina, e Divine la sera, li abbiamo seguiti, intervistati, abbiamo ascoltato le loro storie, i loro racconti e quello che ci ha colpito è stato l'universo che sta nel mezzo. Un incredibile radiografia dell'uomo contemporaneo, visto nella sua fragilità, tra le sue paure, in lotta con se stesso e con la solitudine. Un enorme viaggio poetico dentro l'animo umano, che tuttavia rimane celato agli occhi, nascosto in un camerino, dove tutto, anche il tempo, rimane sospeso.

28-29-30 aprile

Matuta Teatro

ANTIGONE

ideato, interpretato e diretto da Julia Borretti e Titta Ceccano

scene e luci Jessica Fabrizi

ceramiche di scena Laura Giusti_Laghirà

una produzione Matutateatro/Mat spazio_teatro

con il sostegno di

ARTè Teatro stabile d’innovazione_Teatro Mancinelli di Orvieto

Questa messa in scena che si nutre del classico sofocleo, della versione novecentesca di Anouilh e di quella cinematografica della Cavani si apre ai linguaggi della contemporaneità innestando nella trama riflessioni sui tempi che viviamo, amplificando così il valore politico dell’opera. Antigone parla di noi, della nostra società in vetrina, di noi in mostra, è l’immagine algida di una umanità messa in svendita da chi detiene il potere, è un atto d’accusa verso una società che soffoca i propri figli. In scena solo Antigone e Creonte, in un gioco a forzare le regole dentro e fuori il teatro.

1,2,3 maggio

Andreoli / Felli

MOEL

di Marco Andreoli

con Vladimir Doda, Silvia Grande, Giuseppe Rispoli, Francesca Tomassoni

regia Alessandra Felli

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Francesco De Nigris

con il sostegno dell’ associazione Ex Lavanderia e Teatro Argot Studio

In un condominio di un quartiere degradato della periferia romana condividono lo stesso pianerottolo Esh, un uomo di origini indiane; Miriam, una donna proveniente dalla provincia americana; Osip, un ragazzo russo e Laura, una giovane donna italiana. La vita di questi quattro inquilini viene scandita da equivoci e fraintendimenti: nessuno conosce a fondo i propri vicini di casa, eppure ciascuno formula ipotesi sulle identità degli altri assemblando frammenti di vita rubati dagli incontri sul pianerottolo o dai rumori origliati dagli appartamenti confinanti. Questo progetto nasce dalla volontà di mettere in scena MOEL, scritto da Marco Andreoli nel 2010, ed è il frutto dell’unione e della collaborazione di sette artisti, di formazioni ed esperienze eterogenee.

5-6-7 maggio

Macelleria Ettore_Teatro al kg / Argot Studio

SENZA TRAMA E SENZA FINALE

con Claudia De Candia, Stefano Pietro Detassis,

Maura Pettorruso e Angelo Romagnoli

scena e costumi Maria Paola Di Francesco

disegno luci Alice Colla

organizzazione Daniele Filosi

testo e regia Carme Giordano

una produzione TrentoSpettacoli

in coproduzione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara

con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

e di Armunia Festival Costa degli Etruschi, Festival Castel dei Mondi, Teatro Argot Studio

residenze artistiche a La Corte Ospitale, Fondazione Pontedera Teatro,

L’Arboreto Teatro Dimora, Spazio Off Trento

Macelleria ETTORE avvia un percorso triennale su Anton Cechov, che parte dalla produzione di “Senza trama e senza finale” (estate 2015) - una drammaturgia originale basata sui Racconti –, e culmina con la produzione de “Il giardino dei ciliegi” (stagione 2016/17). Apriamo un cantiere, alla ricerca di ciò che passa nell’arco di un respiro, nell’incrocio di due sguardi, nel momento della sospensione, quando tutto si fa palese e arcano. Senza Trama e Senza Finale è una drammaturgia originale ispirata ai Racconti di Cechov: brevi, ironici, intensi e fuggevoli. Frammenti di vita ritratti con leggerezza.

EVENTO SPECIALE

27 aprile ore 21

*Secret show*

23/24/25 aprile

Mirko Feliziani

MILK

di Mirko Feliziani

produzione Le Sembianze di Marion Ilievski

coproduzione e residenza Carrozzerie n.o.t

consulenza movimento scenico Giuseppe La Regina

MILK/Utøya – menzione speciale alla XI edizione del premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”

M I L K / Tre pezzi per un musical da camera

#1 MILK/Homœ

#2 MILK/Utøya

#3 MILK/Africa

“M I L K” è un progetto per tre performances di formato breve idealmente destinate a camere d’albergo: tre pezzi che possono essere presentati singolarmente o in sequenza, e che si propongono di esplorare la nostra relazione con la Diversità e con l’Altro, reclamata con sempre maggior frequenza dalle cronache quotidianamente offerte alla nostra attenzione. Tre pezzi per tre “stanze” che si legano, scenicamente, ad altrettante figure: l’Omosessuale, l’Ultra-nazionalista, il Migrante; entità esplorate in un’immersione privata e intima, seppur lontana da un tentativo di ricostruzione di carattere biografico. “M I L K” è, più volentieri, un’operazione di trasfigurazione elegiaca dell’intimità sognata di quelle esistenze, esplorate su un palco in una cornice da Musical tascabile: un kammermusikal la cui dimensione sonora rinuncia ad una funzione di intrattenimento per tentare una traduzione lirica dell’interiorità delle tre figure, eco dei loro passi su un cammino verso la deriva. Circondato da quegli apparecchi elettronici – tablet, smart-phone, computer, TV – che popolano ormai la vita di ciascuno di noi, il performer è esposto ad una trama fitta e ininterrotta di immagini e suoni, che installa quella gabbia in cui, per esser esposte allo sguardo di un pubblico improvvisamente voyeur, le tre figure vengono calate: nella loro solitudine, e nel loro isolamento, le stanze in cui esse appaiono divengono il prisma scenico dell’alienazione relazionale odierna.


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