Lo spettacolo indaga sulla discriminazione, di genere e anagrafica

Lo spettaolo si interroga su come sopravvivere - o meglio vivere - in un mondo che non accetta l'invecchiamento, nuovo tabù della società contemporanea, assatanata dal demone dell'eterna giovinezza. E di tutti i suoi derivati: costante e possibilmente crescente efficienza, prestanza, potenza…

I vecchi in generale e in particolare le vecchie non piacciono perché sono la prova provata della falsità di questo mito e perché inchiodano tutti quanti alla rappresentazione anticipata della futura realtà.

Sul palcoscenico un'attrice, Anastasia Astolfi che con humor dissacrante e cinico rappresenta un universo composto da donne di varie età e classe sociale dando vita ad un'antologia tutta al femminile, creando un punto di vista spudorato e liberissimo su ciò che può rappresentare "il segno" che lascia su di noi il tempo.

Un viaggio fatto di parole e suggestioni, esplicite e no, ma pervase da una leggerezza e felicità drammaturgica che non escludono però la consapevolezza della sofferenza e del dolore e trasformano lo spazio scenico in una terra di mezzo che diventa la lente attraverso cui guardare per conoscere, ricordare ed imparare.

Regia e interpretazione: Anastasia Astolfi

Prooduzione: TEATROinMOVIMENTO

Scene e costumi: N.C.N.L. group


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