"QUESTO NON E' UN PAESE PER VECCHIE" Promosso da Secondo Cuore Onlus, per le donne che vivono un forte disagio estetico.

In occasione della Festa della Donna, al Teatro Sala Uno a Roma, dall'8 al 12 marzo 2017, va in scena lo spettacolo teatrale "Questo non è un paese per vecchie", scritto e interpretato da Anastasia Astolfi
Appunti e riflessioni di un chirurgo estetico che con il suo lavoro tenta di frenare il tempo in un mondo dove tutto sa di donna, pensa e cammina come una donna. 30, 40, 50, 60, 70, 80 … anni di vita dell'essere donna.
Cosa accade? Cosa cambia? Quali le paure? Quante le insicurezze, le ansie. L'invecchiamento. La paura di morire.

Appunti, pagine di appunti che hanno intrapreso una strada diversa. Quella del palcoscenico. Gli appunti di un chirurgo estetico, Giulio Basoccu, che osserva la donna e che agisce frenando il tempo che passa - ma solo per un po' - diventano "Questo non è un paese per vecchie".

"Lo spettacolo teatrale pone il suo accento sulla discriminazione, di genere e anagrafica, e si domanda come poter vivere e sopravvivere in un mondo in cui l'invecchiamento è diventato il nuovo tabù, dentro una società assatanata dal demone dell'eterna giovinezza e di tutti i suoi derivati: costante e possibilmente crescente efficienza, prestanza, potenza… - afferma Anastasia Astolfi - I vecchi in generale e in particolare le vecchie non piacciono perché sono la prova provata della falsità di questo mito e perché inchiodano tutti quanti alla rappresentazione anticipata della futura realtà".
"Lo spettacolo con humor dissacrante e cinico tenta di rappresentare un universo composto da donne di varie età e classe sociale dando vita ad un'antologia tutta al femminile, creando un punto di vista spudorato e liberissimo su ciò che può rappresentare il segno che lascia su di noi il tempo. Io faccio di professione il chirurgo estetico e dico sempre: ciò che non deve mancare in una donna che entra nel mio studio è la consapevolezza di voler cambiare il proprio corpo. Finchè c'è totale consapevolezza e non obbligo di aderire ad uno stereotipo femminile imposto allora la chirurgia estetica può dare una mano a sentirsi meglio con se stessi e con il mondo", afferma Giulio Basoccu.
Un viaggio fatto di parole e suggestioni, esplicite e no, ma pervase da una leggerezza e felicità drammaturgica che non escludono però la consapevolezza della sofferenza e del dolore e trasformano lo spazio scenico in una terra di mezzo che diventa la lente attraverso cui guardare per conoscere, ricordare ed imparare.
Lo spettacolo è il primo evento promosso della Secondo Cuore Onlus di cui Basoccu è Presidente.
La Onlus nasce con l'intento di sostenere dal punto di vista chirurgico e non solo tutte quelle donne che hanno un disagio estetico, inteso quale conseguenza di una malformazione fisica congenita o sopravvenuta, di infortunio o violenza, o semplicemente la non accettazione del proprio aspetto per un inestetismo molto importante che crea impossibilità di vivere una vita sociale.

Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla Secondo Cuore Onlus.

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