In occasione della giornata mondiale del rifugiato

Il progetto TEATRO IN FUGA prevede in collaborazione con il Mibact, il Teatro di Roma, la Coop Auxilium, la Fondazione di Liegro, Programma Integra, Cane pezzato, la Fondazione Astalli e l'Istituto Borgoncini Duca prove aperte, lezioni, installazioni e incontri sul tema dei migranti. Lo spettacolo è realizzato coi rifugiati di un centro per richiedenti asilo a Roma e ha come tema la questione epocale del nostro tempo, le migrazioni forzate. Sbarcati a Lampedusa, in Sicilia, questi venti uomini provenienti dall'Africa hanno lavorato col regista per un anno per mettere in scena questa performance dove intendiamo mostrarvi quello che nessuna televisione può farvi vedere, ovvero l'invisibile. Lo spettacolo RESPIRO fa parte di una TRILOGIA DEL DESERTO e viene dopo SABBIA, già presentato con grande successo ancora al Teatro Argentina di Roma l'anno scorso.

Dall'Africa al Teatro Argentina.

Fuggiti dal deserto, in mezzo al filo spinato, scampati al mare e ai telegiornali.

In un anno un milione di rifugiati arrivati in Europa dal mare e 3900 morti nel mediterraneo. Campi profughi in tutto il medio oriente. I gommoni partono da Zuwara. L'ISIS bombarda i pozzi petroliferi di Ben Jawad. Un salvagente costa 5 dollari. Il sahara è come se fosse un altro mare. Lo spettacolo RESPIRO è una via di fuga, un gioco pericoloso. Il denaro è la religione della nostra epoca che non conosce tregua né perdono. Aleppo. Il sangue nero che si chiama petrolio. Le colonne dei templi polverizzate dal tritolo e dalle videocamere. MC Donnel Douglas F15 Eagle. Un tragitto truccato ci conduce per terra e per mare verso un progresso infelice. Fameliche città. Cambiare la rotta e la musica. Respiro.

NOTE DI REGIA DI RICCARDO VANNUCCINI

I migranti sono la questione epocale del nostro tempo. Vi invitiamo a guardare quello che nessuna televisione potrà mai farvi vedere. Siete invitati a guardare l'invisibile. Proviamo a fare un racconto scenico con quelli che causa la guerra e la fame hanno attraversato il mare rischiando la vita. Uomini e donne fuggite dai telegiornali per incontrare altri uomini e altre donne sulla spiaggia del palcoscenico. Per un teatro attuale. Questa performance è un reportage, una mappa, un abbecedario, una composizione poetica di scene fra teatro, danza e musica che fanno da finestra all'immaginazione per chiunque abbia voglia di domandarsi da che parte si dirige il mondo. Nessun folklore, nessuna pedagogia, al contrario del teatro che illustra e giudica, l'azione scenica qui si presenta come semplice evento.

"Inspirare, espirare. Accanto a me uno senza respiro. Il respiro affannato che ho attraversato il deserto due volte e per due volte mi sono perso. Il respiro trattenuto perché i soldati mi potevano trovare. Respiro piano mentre il camion gira fra le montagne. S'è fermato il respiro quando il mare ha coperto ogni cosa compreso il cielo. Un lungo respiro appena sono uscito dall'acqua. Ancora un respiro quando ho visto le sirene che cantavano tra le onde con mimose e lillà. Un respiro profondo prima d'incontrarti."

Nota Biografica

Riccardo Vannuccini, Roma 1956, è regista teatrale e cinematografico, autore, attore e studioso delle problematiche dello spettacolo. Ha debuttato in teatro nel 1978 al Festival dell'Avanguardia di Roma, dove erano presenti, tra gli altri, Carmelo Bene e Leo De Berardinis. Ha collaborato con Luca Ronconi, Peter Stein, Vittorio Gelmetti, Renato Mambor. Presenta progetti e spettacoli a Roma al Teatro Argentina (Sabbia), al Palladium (Femmina), al Teatro Eliseo (Come Scimmie fra gli alberi), al Teatro India (Oresteia21), al Festival dei due Mondi di Spoleto (Las Meninas) e a Teheran, Amman, Beirut, Berlino. Ha realizzato il lungometraggio Scimmia – autobiografia di R.C., è ideatore e curatore di mostre, installazioni e progetti site-specific (Palazzo Venezia, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Palazzo Reale Milano, Museo MACRO di Roma). Sugli spettacoli di Riccardo Vannuccini hanno scritto tra gli altri: Jean Paul Manganaro, Maurizio Grande, Carlo Sini, Giovanni Bollea, Pietro Montani, Florinda Cambria, Katia Ippaso. Riccardo Vannuccini è direttore artistico di ARTESTUDIO e con il progetto TEATRO in FUGA realizza spettacoli e laboratori di arti sceniche anche in zone di guerra.

Respiro

Prima nazionale

Uno spettacolo di Riccardo Vannuccini

coi rifugiati provenienti dall'Africa ospiti del C.A.R.A

Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto

Godfrey Nwabulor, Lamin Njie, Yaya Giallo, Joseph Eyube, Shadrach Okosun, Mubarak Rabin Bawa

Yusnu Bawa, Djibril Diallo, Bakary Camara, Muhamed Jallow, Baba Drammeh, Oudé Diabate

e con Eva Allenbach, Alba Bartoli, Eva Grieco, Caterina Murino, Maria Sandrelli, Riccardo Vannuccini

testi da Shakespeare, Bachmann, Eliot, Eschilo, Omero

scene, costumi, luci Yoko Hakiko

colonna sonora Rocco Cucovaz

direzione tecnica Daniele Cappelli

assistente alla regia Miriam Semplice Marano

responsabile di produzione Caterina Galloni

direttore di compagnia Flavia Meuti

responsabile comunicazione Cristina Calo'

musiche di Arvo Part, Steve Tracy, Boltanski, Rana Farhan, Nick Cave, Warren Ellis, Jun Miyake

foto di scena Francesco Galli

Qui si potrebbe vivere poiché ci si vive

(Friedrich Nietzsche)

Artestudio con il progetto Teatro in Fuga a cura di Riccardo Vannuccini è risultato vincitore

del bando Migrarti del MIBACT, sezione spettacolo.

Produzione Artestudio Progetto Teatro in fuga

in collaborazione con MIBACT, Bando Migrarti, Cooperativa Auxilium, Teatro Di Roma, Cane Pezzato


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